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lunedì 2 ottobre 2017

Recensione: I frutti del vento di Tracy Chevalier





                                Titolo: I frutti del vento
 
                     Autore : Tracy Chevalier
 
                     Editore: Neri Pozza
 
                     Pagine: 249
 
                 Pubblicazione: 28 Gennaio 2016
 
 
 
 
 
 
GRADIMENTO



 

 
 
 “E doveva essere un brav’uomo, perché tu sei un brav’uomo, Robert Goodnough. Ma a volte nella vita bisogna dare un taglio al passato. E tu non appartieni più a quel passato, vero?” cit. Molly

 
“Aveva sempre cercato di comportarsi bene, anche quando si era

trovato in mezzo ai disonesti, ma per quanto onesta fosse la sua

 vita, sapeva di aver commesso un errore da cui non poteva

fuggire. Il rimorso l’avrebbe seguito ovunque, a est o a ovest.

La sua corsa senza fine non era servita a niente.”

 Le due citazioni tratte dal libro I frutti del vento, narrano in modo inequivocabile il tormento del protagonista principale di questo libro, il giovane Robert e della sua ricerca della redenzione.

I frutti del vento è la settima “fatica” della scrittrice Tracy
 Chevalie famosa per il suo libro "La ragazza dell’orecchino di perla", uscito nel 1999 in Italia.

 È il primo libro che ho letto di questa autrice, e devo dire
 che il giudizio è nettamente positivo.

Il libro narra la storia di Robert, figlio di coloni che scappa dalla
 famiglia dopo un tragico incidente e per anni vaga senza meta per le pianure americane con l’unico scopo di allontanarsi il più possibile da casa sua, alla ricerca di una felicità che sarà in grado di godere appieno solo quando capirà che le colpe dei genitori sono e rimangono dei genitori e che lui in quanto figlio non ne dovrà pagare le conseguenze.
Robert, scappa di casa a nove anni, dopo aver vissuto nella Palude Nera, un luogo inospitale dell’Ohio assieme alla sua famiglia, anch’essa inospitale come la palude. Gli unici due componenti della famiglia con cui riesce a legare, sono il padre James, amante delle mele e soprattutto della qualità Golden e la sorella, la piccola quanto fragile Martha. Robert si trova a vivere un’infanzia segnata dall’odio che i genitori provano tra loro e dagli altri due fratelli e una sorella, troppo simili alla madre per cui non riuscirà mai a legare con loro.
Vivrà per anni di ogni tipo di lavoro cercando di rimanere il più onesto possibile, fino a quando la sua strada non incrocerà quella del famoso botanico William Lobb (personaggio veramente esistito) e scoprirà assieme a lui l’amore per la botanica. Questa strada porterà a Robert uno scopo nella vita e a conoscere nuove persone fino a quando il destino gli riserverà un’amara sorpresa, ma allo stesso tempo anche la felicità che da sempre ha cercato.

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            Il libro si divide in sei parti:
 
- La prima parte chiamata Palude Nera, Ohio Primavera 1838, ci
 presenta la famiglia di Robert:   James, il padre  che preferisce le
sue amate mele, le Golden, alla famiglia;  Sadie la madre  che
disprezza il marito e tutto quello che la circonda;  i due figli Robert
e Martha che giudicavano la loro madre

 “Ma a un certo punto, in mezzo al trambusto, fra le grida e gli spintoni, aprii gli occhi che mi bruciavano per il sudore e guardai al di là del campo dove i fedeli si contorcevano invocando il Signore… e vidi Robert. Lo notai subito perché era l’unica figura immobile in quella baraonda. E mi stava fissando.
Lo sguardo serio di Robert mi fece venire voglia di fermarmi, perché non era Dio che avevo visto, ma un bambino che guardava sua madre e pareva dire: Perché fai così, mamma?

Ero arrabbiata, perché io non volevo smettere. Così gli voltai le
 spalle. Voltai le spalle a mio figlio e rincominciai a saltare e a
 gridare, ma non era più come prima, nient’affatto. Di colpo mi vidi
 con i suoi occhi, ed ero così brutta che mi accasciai piangendo in
mezzo alla folla” cit. Sadie

***** 

“Anche se non diceva una parola, Martha aveva il potere di farmi
 sentire la madre peggiore del mondo. E probabilmente lo ero.”
Cit. Sadie
 
                                                  *****

L’unica salvezza per Sadie alla sua patetica esistenza, sono le rare visite di John Chapman (personaggio realmente esistito) ,commerciante di alberi di mele per vari coloni della Palude; solo con lui, Sadie riesce a capire che tutto il rancore che pensa di provare  nei confronti del marito e della vita , in realtà è rivolto verso gli alberi.

 E va bene, mi fanno rabbia quegli stupidi rametti, perché loro si sono ambientati in questa Palude e io no! E sono solo degli alberi!”


E saranno proprio quegli alberi di mele i colpevoli indiretti di tutta
 la storia.

                                                   *****
-  La seconda parte  chiamata America 1840-1856 narra la vita di Robert attraverso le lettere  che egli invia a casa ai fratelli e sorelle nella speranza di avere notizie.
 
“Robert era felice ed eccitato: andando verso ovest, sentiva di

andare in contro al suo destino.”

                                                      *****
 
- La terza parte chiamata California 1853-1856 è in assoluto la mia
 parte preferita.

Qui l’autrice riesce a ricreare con la magia delle parole la

 meraviglia di Robert, di fronte alle imponenti sequoie.

Giunto sul margine del bosco, Robert scese di sella e rimase subito
 impietrito, il braccio stretto attorno al collo del cavallo. Nel corso
 dei suoi viaggi aveva visto molte cose belle e strabilianti: la
prateria che si estendeva a perdita d’occhio, un olmo solitario che
 svettava contro l’azzurro del cielo, un tornado che attraversava
furioso il verde orizzonte, le vette aguzze dei monti ammantate di
 neve candida. Ma ciò che aveva di fronte lo lasciò senza fiato".

Due alberi enormi si ergevano ai lati della strada, quasi un portale
 che immetteva nel bosco. Le sequoie non erano alte come quelle
 Robert aveva visto a valle, ma molto più larghe, e si sentì una
 nullità davanti alla circonferenza smisurata di ciascun tronco, le
 chiome immani che incombevano su di lui, oscurando il cielo. Era
impossibile abbracciarle per intero con lo sguardo.”

 Tra queste pagine Robert fa la conoscenza con vari personaggi che daranno la svolta alla sua esistenza, dandole finalmente un senso. William Lobb, il botanico alla caccia di nuove specie di piante e fiori da spedire in Inghilterra. Bille Lapham e sua moglie, padroni del bosco delle sequoie e dell’albergo che si sta costruendo. La signora Bienenstock titolare della pensione dove alloggerà a San Francisco e infine Molly, una giovane ragazza che rientra nella sua vita per puro caso.

                                                      ****
 
- La quarta parte  ci racconta la storia che si era interrotta dopo il primo capitolo. La parte parla infatti degli avvenimenti successi nella Palude Nera nell’autunno del 1838.

Tra queste righe ritroviamo i personaggi che avevamo lasciato nel
 primo capitolo e il perché Robert scappa da casa.

Settembre era il mese che James attendeva con ansia, il momento
 in cui il ciclo vitale di gemme, foglie, fiori veniva coronato dalla
comparsa dei frutti. Guardava il meleto con Robert al suo fianco e
 sognava già i rami ricolmi di mele dorate, con cui avrebbe potuto
 sfamare la famiglia per mesi. Fosse stato per lui non avrebbe
mangiato altro.”
 
                                               *****

Infine, la sesta e ultima parte, California 1856 racconta del
 ricongiungimento tra Robert e Martha e della pace che
 finalmente Robert, grazie all’aiuto di una persona speciale
 riuscirà a raggiungere dopo tanti anni.

 “È facile conoscere gli altri, la cosa difficile è conoscere sé stessi!” cit. Martha

 Se sei ancora in questa stanza” disse Robert, “ascoltami… Non avrei mai dovuto lasciarti sola nella Palude Nera. Scappai perché avevo paura e pensai solo a me mentre avrei dovuto prendermi cura anche di te. Lo so, ero solo un bambino, ma avrei dovuto proteggerti e invece me ne andai. Non me lo perdonerò mai finché campo.” Cit. Robert

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Da come penso si sia capito, il libro mi è piaciuto moltissimo.
Ho apprezzato la scelta della scrittrice di far parlare prima persona i genitori di Robert, James e Sedie. Penso che sia stata una scelta giusta, altrimenti il lettore a mio avviso avrebbe perso molto di entrambi i  personaggi.

Interessante lo stile della scrittrice, semplice ma allo stesso tempo
coinvolgente e mai per nulla ripetitivo. Ho apprezzato moltissimo
 la parte descrittiva della natura e delle sequoie, oltre al fatto che
 la storia abbia personaggi realmente esistiti.

Leggerò di sicuro altro di questa scrittrice, tra cui La ragazza
 dell’orecchino di perla e Strane creature.

Il personaggio preferito? Non ne ho uno in questo libro. Tutti
 hanno qualcosa da raccontare al lettore e spero che chi vorrà
 leggere il libro ne saprà cogliere il giusto, che per tutti, come la
 lettura, rimane rigorosamente personale.

 Consiglio la lettura di questo libro? Assolutamente sì!
 
 
RECENSIONE SCRITTA DA VALENTINA FONTAN

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