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giovedì 13 luglio 2017

Recensione : I beati anni del castigo

 
 

Titolo: I beati anni del castigo

Autore: Fleur Jaeggy

Editore: Adelphi

Data pubblicazione : 20 Ottobre 1993

Collana: Gli Adelphi

Genere: narrativa contemporanea

Pagine : 107

Prezzo Kindle : euro 3.99; cartaceo 6.80
 
Un romanzo che possiamo definire autobiografico anche se espressamente non dichiarato.
La narrazione avviene in prima persona ma non si conosce il nome della donna che narra e che, ci racconta la sua infanzia e la sua adolescenza nei vari tipi di collegio.
Genitori che scelgono a distanza cosa vogliono per le loro figlie, per farle crescere con un ordine e un rigore apparente, che riguarda solo la forma, ma dove la sostanza è il caos e la tristezza.



Il racconto inizia quando la protagonista ha solo quattordici anni e si trova nel collegio  in Svizzera nell'Appenzel. La vita in collegio è dura, le educande devono rispettare regole ferree e vivono in un clima di terrore e ansia. Un giorno nel collegio arriva una nuova ragazza Frederique di un anno più grande di lei.
Per sopravvivere in un collegio, ogni ragazza si costruisce una propria immagine, un modo di camminare, di guardare, di parlare, si costruiscono insomma una doppia vita.
Amicizie morbose e competizioni silenti si intrecciano; ogni " ospite" del collegio sceglierà e vorrà essere scelta da una compagna di cella; si perché di questo parliamo, di vite imprigionate che vorrebbero uscire per vivere una vita normale e non soffocata, ma che, anche quando libere, torneranno ogni volta là dove il castigo le ha soggiogate.


" Quando si è là dentro, ci si immagina cose grandiose del mondo e, quando si esce, si vorrebbe qualche volta risentire il suono della campanella.
Suona la campanella, ci alziamo. Suona ancora la campanella, dormiamo. Ci ritiriamo nelle nostre stanze, la vita l'abbiamo vista passare dalle finestre, dai libri, dall'alternarsi delle stagioni, dalle passeggiate. Sempre di riflesso, un riflesso che sembra raggelato sui davanzali".

Per la protagonista , Frederique la ragazza di un anno più grande di lei, diventa un'ossessione fino ad innamorarsi di lei. Questo sentimento sconosciuto fa paura specie se rivolto verso lo stesso sesso.
Ma cosa succederà quando finalmente uscirà dal collegio e si ritroverà a confrontarsi anche con il sesso maschile? Sarà la stessa cosa?
 

 
Il romanzo " I beati anni del castigo" di Fleur Jaeggy è un romanzo psicologico in cui intervengono vari sentimenti contrastanti nel lettore. La lettura sottolinea l'immagine tremenda del collegio che abbiamo sempre visto in TV o sentito raccontare direttamente dai nostri nonni. Il collegio è l'ambiente in cui viene repressa la dignità dell' individuo per esaltarne la cattiveria e il rancore.
La vita in collegio è dura, ritmica, disumana ma come racconta la protagonista del romanzo, se ne sente anche la mancanza quando si è lontani da esso.
Mi ha molto colpito il libro e la storia proprio perchè raccontata in prima persona, come se la protagonista ha voluto finalmente togliersi un peso di dosso che per tanti anni le ha soffocato la vita. Non è facile raccontare una vita di soprusi, ingiurie e cattiverie.
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono vivere tramite la protagonista una storia da batticuore e amarezza, in quanto è facile immedesimarsi nel racconto e molto più facile il passaggio tra lettore e protagonista.
Buona lettura dalla vostra Frazzoni Mila 
 
 

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