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domenica 11 giugno 2017

Recensione: le ali del bruco

                RECENSIONE


  Titolo : Le ali del bruco

Autore: Antonio Cucciniello

Editore: Pendragon

Collana: L'inferno
       
Anno edizione: 2015
       
Pagine: 171 p., Brossura
 
Prezzo: 15 euro
 
Voto : 5                  (da 1 a 5)
                              
                                            Sinossi:

"Le Ali del Bruco" è un progetto sperimentale promosso dall’ Università La Sapienza di Roma e da docenti e ricercatori di svariate Università: Salerno, Napoli, Foggia, Bologna, Cassino e Latina. " Le Ali del Bruco " è un romanzo, nel suo genere, unico e innovativo perché trasforma formule matematiche, applicate all’Economia, in una storia con personaggi intriganti come il Poeta Pezzente, un vecchio matto che vive nelle stazioni, che un giorno ha mandato tutto e tutti al diavolo per formulare una propria teoria del mondo. E dopo una vita trascorsa tra i numeri ha capito che l'unica soluzione possibile è l'Amore.

Su concessione dell'autore, posto sul mio blog "il prologo" del romanzo, che meglio descrive la situazione sentimentale ed affettiva del protagonista in maniera più efficace rispetto alle mie parole:
BUONA LETTURA.

                                           Prologo

Chiudo gli occhi e poggio la testa sullo schienale, prima di allungare le gambe sulla poltrona di fronte alla mia. Sono seduto nell'ultimo vagone di un treno che, tra meno di un'ora, mi riporterà a casa dopo un'altra giornata vissuta nel caos. Sono esausto, la notte dormo solo con una dose di alcool nelle vene. A rimanere sobrio proprio non ci riesco, nell'oscurità prendono forma le mie paure e, nel silenzio, i pensieri mi martellano il cervello. Ieri pomeriggio, dopo otto anni di assenza, sono entrato in chiesa, l'ultima volta si celebrava il battesimo di Matteo. Cercavo, nel volto scarno di Cristo, la soluzione ai miei problemi, ma ho trovato solo una grande solitudine. Cerco il punto di rottura che ha mandato in frantumi la mia vita e sogno, un giorno, di rimettere insieme tutti i cocci.

Il treno, tra pochi minuti, lascerà la stazione e il viaggio cancellerà i pensieri che sciamano tra gli alveoli del cranio. Asciugo una lacrima con le dita e il cuore perde un colpo quando sento bussare sul finestrino nascosto dietro la tendina. Scivolo in avanti piegando la schiena e mi avvicino al picchiettio che diventa sempre più insistente. Tiro via il sipario e mi ritrovo davanti un uomo dall'aspetto trasandato. La barba incolta, i capelli arruffati sotto il berretto da baseball e una sciarpa sfrangiata che, dal collo, scivola sopra un cappotto pieno di toppe. Di sicuro un barbone che vive nei paraggi della stazione, uno sbandato in cerca di qualche spicciolo per comprarsi da bere. Vai al diavolo, bisbiglio tra le labbra prima di sprofondare di nuovo nella poltrona mentre il vagabondo continua a bussare sul finestrino. Afferro la tendina e, quando mi decido a chiudere il sipario, gli occhi dell'uomo mi bucano il cuore e ribaltano la situazione. Lascio perdere il lembo di stoffa e scivolo con le ginocchia sulla moquette. Non posso fare a meno di guardare, i miei occhi sono ipnotizzati dal movimento delle sue dita che sbucano da un guanto da ciclista. L'uomo incolla la punta dell'indice sul finestrino e, con un movimento preciso, traccia una curva che schizza verso l’alto per poi tornare in equilibrio e continuare dritta davanti a sé. Seguo la linea disegnata sul vetro come se indicasse qualcosa di vero e rassicurante, ma poi mi perdo, di nuovo, nei suoi occhi enigmatici. Il barbone sorride mostrando, con fermezza, tutte quante le sue rughe e riporta il dito sulla parte iniziale della curva.

Incollo l'indice sul finestrino e ricalco quella strana figura che, nella mia memoria, si apre un varco e mi riporta, alla mente, uno dei tanti odiati grafici di matematica. Ma questa linea è diversa. Mi dice qualcosa. Il dito scivola sul vetro e, come quando sei in procinto di morire, mi sembra di rivivere, in pochi attimi, le diverse fasi della mia vita. Ma che diavolo è questa curva? Perché mi attrae? Perché la sento mia? Perché sento che mi proietta in un punto oscuro di un tempo non ancora vissuto? Ma poi la curva si stacca dal vetro e prende forma davanti ai miei occhi quando il tamburo meccanico aziona i motori del treno. Il vagone si scuote, perdo l'equilibrio finendo, con il fianco sinistro, contro la poltrona e il barbone scompare dalla mia vista. Puntello le mani sul bracciolo e lascio il pavimento prima di appiccicare la faccia sul finestrino. L'uomo del disegno è svanito nel nulla, sulla banchina vedo solo una giovane donna diretta verso l'interno della stazione. Scuoto la testa e mi siedo con lo sguardo perso nel vuoto. Il cuore martella forte e lo stomaco si chiude a doppia mandata. Sprofondo nella poltrona e chiudo gli occhi desiderando solo una bottiglia di scotch.


                                   Recensione

Le ali del bruco è un romanzo che racconta il dramma del protagonista; un uomo che ha perso il lavoro e non riesce ad affrontare il suo dramma, se non rifugiandosi nella bottiglia. La grave conseguenza è l'abbandono di Barbara, sua moglie che non riesce più a stare accanto ad un uomo debole che ha rinunciato a vivere. Così un giorno fa la valigia, prende il figlio Matteo e va via senza farvi ritorno. Da quel giorno il nostro protagonista sprofonda sempre di più nella bottiglia e nella solitudine; non riesce più ad entrare nella stanza del figlio perchè i sensi di colpa lo assalgono.
Questa sua apatia va avanti, finchè un giorno sul treno, non incontra un uomo particolare, un pò folle:e' un senza tetto, che con molta semplicità disegnando sul finestrino del treno una linea, fa capire a lui il vero senso della vita.

Un libro che sta piacendo molto ai lettori che hanno creato sul social facebook un gruppo chiamato
 " Quelli che amano le ali del bruco"; il miglior modo oggigiorno per formare una catena di passaparola generale, permettendo la ristampa del libro  e la vendita di circa 10000 copie.
E' un libro di speranza utile a tutti noi che potrebbe tornarci utile in caso di smarrimento emotivo e psichico.

EMANUELA CASSONE

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