Lettori fissi

giovedì 15 giugno 2017

RECENSIONE


 
Titolo: Il mio nome è Shylock

Autore: Howard Jacobson

Editore: Rizzoli

Collana: Scala stranieri

Prezzo: € 19,00 cartaceo; € 9,99 e-book

Pagine: 298

Genere: Narrativa straniera contemporanea

Data Pubblicazione: 2016

Voto: 3.5     ( da 1 a 5)


                                     Sinossi 

Per tutti gli amanti di William Shakespeare, a quattrocento anni

 dalla sua morte, ritorna Shylock, il personaggio più controverso

 del capolavoro “ Il mercante di Venezia”. Ma come per magia

 viene proiettato nel ventesimo secolo. Shylock , può cambiare il

 suo destino, può diventare un uomo migliore. Ma riuscirà ad

 esserlo? Riuscirà a riparare ai suoi errori oppure no?

                                Recensione

E’ una sera come tante. Due uomini, forse per solitudine, stanno

 pregando al cimitero, sulle tombe dei loro cari. Simon Strulovitch,

 ricco collezionista di opere d’arte, prega sulla tomba della madre

 da poco scomparsa e le racconta i suoi drammi. Poco più lontano,

 Shylock, prega sulla tomba della moglie. Uniti da questo dolore,

 fanno amicizia ed escono insieme dal cimitero. Strada facendo, si

 rendono conto di avere molto in comune, così Strulovitch, lo invita

a casa sua  e gli racconta la sua vita; una vita triste nonostante la

 ricchezza; una vita di solitudine a causa della moglie molto malata;

 una vita in contrasto con la vita della figlia Beatrice.

Anche i privilegiati e i più dotati, avvertono che la loro vita è

destinata a una tristezza sconcertante”.

 Per coincidenza, la loro vita, si incrocia con quella di Plurabelle,

 una ricca ereditiera viziata che conduce una vita sregolata.

 Plurabelle , conosce Beatrice, le presenta Gratan un bellissimo

giocatore e la induce a fuggire di casa. A questo punto, Strulovitch

chiede aiuto al suo amico Shylock, per vendicarsi. La sua vendetta

 è il sacrificio del ragazzo di Beatrice, a rinunciare a “una libbra

 della sua carne”. Riuscirà nella sua vendetta?

                                    Approfondimento:

Il mio nome è Shylock, è un libro psicologico, a tratti duro e a volte incomprensibile. Leggendo le sue pagine, il lettore, entra nel mondo del contrasto del rapporto padre-figlia del ventesimo secolo. Un contrasto, che tutti noi abbiamo vissuto, perché fisiologico e naturale. Ma che diventa incomprensibile, nel momento in cui il padre, come Shylock, caccia di casa la figlia, con le terribili parole, che nessuno di noi genitori dovrebbero dire e che nessun figlio vorrebbe sentire:

 Se esci da quella porta, è come se tu fossi morta per me”.

 Parole dure, che delineano la tristezza e la solitudine emotiva di

 Shylock.
 E’ anche incomprensibile la vendetta di Strulovitch, animata da

 una tradizione antica come quella ebrea.
Tra i personaggi, anche le figlie Beatrice, Jessica e Plurabelle,

 hanno un carattere ribelle dovuto agli agi e alla ricchezza. Esse si

 ribellano al sistema, alle tradizioni dei padri e dei nonni.

L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il

 suo sfrenato desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono

 da se stessi tormentati con molti dolori”.

Per poi rendersi conto di aver sbagliato atteggiamento. Ma a volte

 non si può più ritornare indietro nelle proprie scelte.

Non era in grado di spiegarlo, né di confermarlo, ma ora che la

 discussione con suo padre aveva prodotto una fuga, lo vedeva in

 modo diverso e pensava che magari avesse ragione”.

 L’autore non è l’unico romanziere ad aver rappresentato ed amato

le opere di Shakespeare. In Italia, la Rizzoli, ne ha pubblicate varie.

Ma leggendo queste storie in chiave moderna, proiettate nel

 ventesimo secolo, diventano, a mio parere, inverosimili. Temi

 come l’antisemitismo, la vendetta, l’odio, i pregiudizi, urtano con

 la volontà delle nuove generazioni di cambiare il mondo e la

 società nel superare gli stereotipi. Consiglio perciò, a chi si

appresta a leggere queste nuove versioni di Shakespeare, di farlo

 con ironia e distacco e di leggere tra le righe, il messaggio positivo

 che ne potremmo trarre: rivedere e correggere i nostri errori.

Emanuela  Cassone


Altri autori hanno partecipato al progetto:


- Jo Nesbo ha reinterpretato Macbeth in versione thriller con il

 titolo di " Polizia"

-Margaret Atwood ha reinterpretato "La tempesta" - Hag-Seed

 Anne Tyler ha reinterpretato " La bisbetica" sotto il titolo di " Una ragazza intrattabile 



- Tracy Chevalier ha reinterpretato l' Otello , in uscita oggi 15 Giugno 2017, con il titolo di " Il ragazzo nuovo"

- Jeannette Winterson ha trattato il Cavaliere d'Inverno con il titolo "Lo spazio del   tempo"
 




 








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