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domenica 28 gennaio 2018

Recensione: La rilegatrice di storie perdute di Cristina Caboni


SCHEDA TECNICA

 
Titolo: La rilegatrice di storie perdute
Autore: Cristina  Caboni
Editore: Garzanti
Pagine: 296
Pubblicazione: 12 Ottobre 2017
Formato: Kindle; cartaceo
 
Valutazione
 
 
Sofia Bauer è una giovane rilegatrice con la passione dei  libri antichi. In loro ha sempre trovato un rifugio, un qualcosa su cui appoggiarsi nei momenti più bui della sua vita, proprio come in questo caso: la sua vita le sta scivolando tra le mani, il coraggio e la forza che la caratterizzavano prima del matrimonio svaniscono sempre di più fino a quando una vecchia libreria decide di chiamarla a verso di sé. La chiama con il suo profumo, con la sua bellezza. Il librario Andrea Vinci è disponibile, affabile, in fondo anche lui ha bisogno di un po’ di  compagnia.
All’ interno della libreria, scopre uno dei volumi del suo scrittore preferito: Christian Philippe Fohr, lo scrittore più famoso dell’Ottocento, l’autore della verità che aveva sempre affascinato Sofia. Il libro, rilegato in marocchino rosso con note a margine, l’aveva colpita profondamente. Vinci  decide di donarlo a lei , visto anche le cattive condizioni in cui riversava il libro.
Sofia, quasi come se fosse un figlio, se ne prende cura, lo tratta , lo ama e lo rilega.

 “I libri l’avevano sempre affascinata. Erano possibilità, nuove occasioni. Erano risposte. Custodirli, offrirli a chi li cercava era molto più che un mestiere. La sua era una vocazione. Non avrebbe dovuto negarla.”
È da questo momento che la vita di Sofia cambierà per sempre: sotto la copertina del libro, una piccola tasca nasconde un grande segreto, una storia nascosta per secoli che urlava la necessità di  essere finalmente svelata. Tutto è racchiuso in una lettera scritta da una donna facoltosa di nome Clarice. Anche ella è appassionata di libri, abile nell’arte della rilegatura che, nell’Ottocento, alle donne era proibito di esercitare quel tipo di professione. Una donna che ha lottato per la sua libertà e la sua indipendenza. Le vite di Sofia e Clarice si intrecciano, e Sofia decide di indagare su questa storia. Che segreto nascondeva quella donna? Perché Clarice voleva ritornare alla luce?

“Quanti uomini hanno datato l’inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro! Forse esiste per ognuno il libro che potrà spiegare i nostri miracoli e rivelarne di nuovi”
Ad aiutarla in questa indagine e “caccia al tesoro” è Tomaso Leoni, esperto di grafologia e  “cacciatore” di libri antichi.
I loro destini si intrecciano come steli di paglia , creando un rapporto così forte “impagliato” da comprensione , passione e rispetto”.
Gli indizi sono ovunque: nelle lettere scritte da Clarice, nelle città in cui sono collocate; ma quel “mistero” era sempre velato…
Quel libro aveva scelto Sofia e sentiva il bisogno di dar vita alla donna coraggiosa che aveva trovato in Clarice.

“- Mia cara, le persone ferite sono quelle che sollevano intorno a loro i muri più alti, e così impediscono a sé stesse di assaporare la vita.
-E se mi sbagliassi nuovamente?- […]
L’amore è di chi  osa.- Fece una pausa. - Gli altri non lo meritano, non credi anche tu? […]
-Conosco ogni aspetto del rimpianto, persino il suo colore. Il rimpianto è grigio. Non possiede la forza del nero né la grazia del bianco. Non ha sfumature.”

 


La rilegatrice di storie perdute è il terzo romanzo di Cristina Caboni, che dopo il successo dei due precedenti, torna a far emozionare i suoi lettori. Ciò che mi attira nel leggere i suoi libri è la dolcezza che viene espressa in ogni frase e capitolo dei libri.
L’autrice ha la capacità di saper distinguere le necessità dei suoi lettori e di adattarne la sua scrittura . La  sua dolcezza si percepisce  nel  modo in cui tratta le tematiche ;  nel momento in cui gli sguardi assumono più importanza delle parole; nel modo in cui articola le situazioni , trasformandole da momenti di quiete e di stasi in momenti di suspense e magia.
Leggendo il romanzo, ha suscitato in me la consapevolezza dell’esistenza del coraggio ; ho sempre così poco coraggio nelle mie decisioni nell’affrontare nuovi situazioni; a volte le novità mi fanno paura, ma ho compreso che per scoprire verità sconosciute e piena di sorprese, bisogna rischiare e gettarsi in nuove avventure . Le passioni devono essere coltivate e non chiuderle  in un cassetto a prendere polvere.
Mi sento molto legata a Sofia e Clarice, le considero ormai le mie compagne di vita. E ringrazio chi mi ha regalato questo libro, perché ha saputo riconoscere ciò che è dentro di me e la notevole importanza che attribuisco ai libri. Non farò il suo nome, ma saprà riconoscersi.
 Consiglio a tutti questo libro che io considero speciale, e spero che riuscirà ad emozionarvi (non solo alla fine ma soprattutto a metà libro) come  successo a me! Vi lascio con queste due frasi che ormai ho reso mie e che porterò per tutto il resto della mia vita:

“Non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio, ma a poco a poco il nostro desiderio cambia… Non abbiamo potuto superare l’ostacolo, come volevamo assolutamente, ma la vita ce lo ha fatto aggirare, oltrepassare a stento, allora, volgendoci verso il passato in lontananza, riusciamo a scorgerlo, tanto è diventato impercettibile”

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà che tutti gli altri che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi”

Buona lettura!
 
 
 
 
 
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