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sabato 21 ottobre 2017

Recensione: Il valzer dell'impiccato di Jeffery Deaver





Titolo: Il valzer dell'impiccato

Autore: Jeffery Deaver

Genere: Thriller

Editore: Rizzoli

Pagine: 473

Pubblicazione: 18 Maggio 2017



                                                             

                                                               Valutazione





“Il vento invernale soffia e la notte è buia; gemiti si odono tra i tigli. Attraversano l’oscurità scheletri bianchi, correndo e saltando nei loro sudari.”

Henri Cazalis, Danse Macabre

 

 

Fresca mattina autunnale nell’Upper East Side: la città è già sveglia e tutti corrono senza badare troppo a ciò che li circonda. La piccola Morgynn, mentre sta andando a scuola accompagnata dalla mamma, assiste al rapimento di un uomo, che viene colpito al capo ed infilato in una macchina scura. Al suo posto il rapitore lascia la sua firma: un cappio in miniatura magistralmente riprodotto con una corda di violoncello.

Nel frattempo Lincoln Rhyme, che si annoia senza alcun caso interessante fra le mani, si dedica alla scelta del luogo adatto per la sua luna di miele con Amelia: quale miglior posto se non la Groenlandia per un tipo solitario come lui?

Il caso del rapimento irrompe nella monotonia di Rhyme: il colpevole ha pubblicato un video online che mostra un uomo nell’ombra con mani e piedi legati e con la testa piegata perché il cappio che ha al collo lo tira verso l’alto. Il cappio, fatto con le due corde più spesse di un contrabbasso, è

"il nodo dell’Impiccato: non era fatto per stringersi e soffocare come un nodo scorsoio, ma per spezzare il collo; interrompeva i segnali dal cervello ai polmoni perché spezzava la spina dorsale non molto più in alto di dove si era rotta quella di Rhyme".

Ad accompagnare queste immagini raccapriccianti,

"frammenti di un rantolo umano erano stati registrati e usati come base ritmica per la melodia eseguita su un organo o una tastiera elettrica. La musica era familiare: Sul bel Danubio Blu,  un valzer..."

  Alla chiusura del video si materializza la firma del colpevole color rosso sangue: Il Compositore. Il video in pochi minuti diventa virale:

"ventimila e passa visualizzazioni e una tonnellata di like. C’è un mondo malato là fuori".

Grazie alle intuizioni geniali di Rhyme, ricavate dagli indizi lasciati sul luogo del crimine e grazie alla forza fisica e al coraggio di Amelia Sachs inizia la caccia all’uomo tra vecchi capannoni di New York: la vittima viene salvata proprio pochi attimi prima che il cappio si stringa attorno al suo collo, ma il Compositore fugge lontano. A migliaia di chilometri di distanza.

La stessa scena si presenta a Napoli: stessa firma...

Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, invece che partire per la luna di miele, partono per Napoli alla ricerca del Compositore ...

Dove si sarà nascosto? Una lotta contro il tempo prima che uccida ancora...

 

Risultati immagini per immagini corde contrabbasso

 

Un thriller mozzafiato, ricco di acute intuizioni e di azione: un bel romanzo per gli amanti del genere, un po’ deludente per gli amanti di Jeffery Deaver, che sono abituati a romanzi più scenografici e personaggi più realistici.

Di sicuro non il miglior romanzo di Deaver, tuttavia contiene l’adrenalina necessaria per essere piacevolmente letto dagli amanti del genere.



Il Compositore è un personaggio dal carattere ben strutturato nel suo genere: un giovane schizofrenico il cui unico desiderio è quello di registrare e collezionare tutti i suoni esistenti in natura e per raggiungere tale scopo calpesta, senza scrupoli, la dignità delle proprie vittime.

"Amava il fuoco. Lo amava in modo assoluto. Non la danza convulsa delle fiamme arancioni e nere, non la carezza del calore. No, ciò che amava era, prevedibilmente, il suono".

 

Il suo compito dalla prima all’ultima pagina è quello di raggiungere l’Armonia con Euterpe, la Musa della musica, armonia spesso scossa da Artemide, alias la poliziotta dai capelli rossi. Un personaggio dal carattere bipolare, da un lato crudo e malvagio con le sue vittime, dall’altro remissivo nei confronti di Euterpe e mortalmente spaventato dalle Urla Nere che ogni tanto si affacciano tra i suoi pensieri; tuttavia un personaggio dai risvolti inaspettati, che, alla fine, ci riserva delle sorprese … siamo sicuri che sia proprio lui il Colpevole?


Amelia Sachs è sempre bella, forte e coraggiosa, come in ogni romanzo di Deaver, ma rimane sempre all’ombra del suo amato Lincoln. È lui la mente di tutto; proprio lui, inchiodato alla sedia a rotelle, scippa l’autorità del caso al Commissario italiano e guida le redini di tutte le indagini. Amelia è colei che esegue fisicamente gli ordini, ma rimane pur sempre un burattino tra le mani di Rhyme.

 Proprio per questo motivo il personaggio di Rhyme risulta talvolta antipatico ed altezzoso, con il vizietto di bere grappa anche a colazione. Tuttavia, proprio quando il caso sembra agli sgoccioli, Rhyme ha una piccola defaillance e sarà proprio Amelia a trovare una brillante soluzione. Un giusto riscatto per una donna così coraggiosa, che di sicuro merita più considerazione.

Ercole Benelli è una figura un po’ maldestra ma simpatica, la si ama fin da subito, ma risulta davvero poco realistica: da un giorno all’altro si ritrova da Agente della Forestale a detective a fianco di Amelia; un novellino delle investigazioni che spesso gode di intuizioni quasi alla pari di quelle di Rhyme.

"Ercole Benelli: arrivi alla Polizia di Stato come novellino dal Corpo della Forestale e ti cali subito nel ruolo dell’investigatore fatto e finito. Con un caso tutto tuo. Sei il nuovo Montalbano".

 

Infine l’esatto opposto dell’agente Benelli: il procuratore Dante Spiro. Un personaggio eccessivamente severo, autoritario, troppo sicuro di sé: impossibile non odiarlo fin dall’inizio. Riesce ad umiliare, anche solo con uno sguardo, i suoi sottoposti, primo fra tutti il giovane Ercole. Eppure il suo carattere duro è solo la scorza più esterna.

Un personaggio che ci riserva qualche sorpresa.





Nel complesso un bel thriller, ben scritto, scorrevole ed avvincente.
 Manca di grandi colpi di scena alla Deaver ma di sicuro non delude
gli amanti del genere.

Lasciatevi guidare dalla musica del Compositore.

 

         Recensione scritta da Flavia Pigliacelli

 

 

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