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martedì 16 ottobre 2018

Recensione libro "La zanzara muta" di Gianfranco Spinazzi, Amazon

Recensione libro

La zanzara muta di Gianfranco Spinazzi
Amazon








Scheda tecnica
Titolo: La zanzara muta
Autore: Gianfranco Spinazzi
EditoreTragopano Edizioni
Genere: Giallo / Thriller
Formato:Kindle, copertina flessibile
Pagine: 304
Pubblicazione: 9 Aprile 2018




In entrata il corpo di un uomo giaceva a terra, come accartocciato sul lato inferiore del tappeto. Il vecchio l’aveva colpito in quel punto in cui la capigliatura fluente si ritirava in una stempiatura che divideva il gran ciuffo dalla massa dei capelli attorno all’orecchio. Il colpo s’era abbattuto proprio in quella zona chiara evidenziando il contrasto cromatico.
Non c’erano stati stadi preliminari, circonlocuzioni ambientali, formali galatei, né il visitatore, vecchio in apparenza quanto il padrone di casa, aveva avuto il tempo di proferire una sola parola e un solo moto di aspettativa, era entrato in casa ed era stato colpito




Ho iniziato a scrivere questa recensione con una convinzione: l’autore è molto capace. Un linguaggio ricercato, uno stile volutamente sopra le righe, un’ottima capacità di tirar fuori le emozioni che un uomo ormai sul viale del tramonto può provare.
Il romanzo ha come punti di forza la capacità di essere a tratti un romanzo “metafisico”, universale, che narra le vicende di due anziani perduti, abbandonati ed emarginati ma che dà loro una speranza, una possibilità.
Anche alcuni episodi del romanzo sono volutamente surreali e suscitano un amaro sorriso, ricordando per certi versi la malinconia sorridente di Mario Monicelli.
Tuttavia, il romanzo non sempre è efficace. Ho preferito molto di più gli arguti dialoghi tra i due anziani (in questo si denota un possibile talento teatrale di Gianfranco) a diversi momenti un po’ troppo lenti del romanzo. La scelta di un narratore che interviene sempre e ovunque è una scelta azzeccata a metà.
Da un lato permette al lettore di riflettere insieme al narratore; da un altro lato diventa troppo invadente e prolisso. La Venezia che ci presenta l’autore è malinconica, è fatta di uomini soli e il bar “Adone” rappresenta il vero punto di riferimento del romanzo.
Questo romanzo mi ricorda due film: “Stanno tutti bene”, versione americana con Robert De Niro e “A proposito di Schmidt”, un film dove Jack Nicholson è un uomo appena arrivato in pensione e si sente solo.
L’autore comunque con “La Zanzara Muta” ha fatto un buon lavoro.

Recensione di Giovanni Mattia 


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