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martedì 17 luglio 2018

RECENSIONE LIBRO: "Vorrei che fosse gia' domani" di Miriam Canduro,Massimo Cacciapuoti



RECENSIONE LIBRO 
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SCHEDA TECNICA 

Titolo: Vorrei che fosse già domani
Autore: Miriam Canduro, Massimo Cacciapuoti
Editore: Garzanti
Pagine: 259
Pubblicazione: 3 Maggio 2018
Formato: Kindle, copertina rigida
Genere: Narrativa contemporanea 

“La vertigine è l’ebbrezza di perdersi trattenuta dalla paura.”
Paolo frequenta il liceo, è un ragazzo carino ed è sempre circondato da tanti amici, apparentemente non gli manca nulla quando si appresta a trascorrere le vacanze estive a casa di Sandro, il suo migliore amico.
Purtroppo il destino gli gioca un triste scherzo e resta vittima di un brutto incidente col motorino dove muore il fratello di Sandro.
Dopo mesi di ospedale, il ragazzo potrebbe essere pronto a tornare alla sua vita, ma provando ad uscire di casa con l’idea di tornare finalmente a scuola, si rende conto di aver perso completamente il senso dell’orientamento, non potrà più avere la sua autonomia, non potrà più muoversi liberamente senza rischiare di perdersi per la città.
La sua tenacia però lo aiuta a trovare tanti stratagemmi per muoversi riuscendo con tanta fatica ad essere autonomo.
Sono sicuro che almeno metà delle persone che sono sull’autobus stanno pensando a cosa posteranno appena avranno una connessione decente e a quanti like riceveranno. Un mondo fittizio, finto, virtuale. Come posso pensare, tra gente del genere, di essere considerato normale?
Cristina è la classica adolescente problematica, traumatizzata da un rapporto difficile con una madre separata che le presenta un uomo diverso di tanto in tanto.
I suoi veri problemi iniziano quando proprio uno di questi uomini prova ad approfittarsi  di lei, da quel momento la ragazza inizia a vivere nell’ombra, per nascondere agli altri le sue grandi sofferenze.
Paolo e Cristina si conoscono sui banchi di scuola durante un’occupazione e piano piano coltivano la loro amicizia.
Attraversarono il corridoio, nonostante il casino infernale, gli urli e gli spintoni, come fossero soli, avvolti nella stessa bolla che li isolava dal resto del mondo e nello stesso tempo li univa. Li confondeva in un’unica sostanza.
Cristina si rende conto che Paolo, pur volendo essere indipendente, ha grosse difficoltà a vivere come un ragazzo normale quindi inizia a cercare soluzioni per aiutarlo divertendosi e facendolo divertire; tra i due ragazzi nasce del tenero ma potranno davvero essere una coppia?
Cristina l’aveva recuperato dal fondo del mare, dov’era da lungo tempo arenato, e lo stava trascinando su, in superficie. Pensò al mare limpido e luminoso sognato la notte prima, attraversato fin nel profondo da lunghi raggi bianchi, che ridavano a quella massa scura e informe, accartocciata su sé stessa, nuova energia. Quella luce era Cristina.
Potrà la loro unione aiutarli ad uscire dall’ombra e farli tornare a vivere davvero?
Forse sto correndo troppo. Chissà che idea ti starai facendo di me. E’ che il solo pensiero di tornare a casa, adesso, e di pensare a te tutto il pomeriggio, e di immaginare le cose che vorrei dirti o vorrei fare ma non ne ho il coraggio, mi distrugge. Sei la prima persona che non mi guarda come fossi un alieno, una specie di giocattolo.
Un libro davvero piacevole, scritto in maniera semplice, i capitoli raccontano in terza persona in maniera alterna il punto di vista dei due protagonisti.
E’ molto bella la complicità che trovano i due ragazzi: Cristina inizialmente aiuta Paolo considerandola una missione, poi si rende conto che la sua presenza fa bene anche a lei, la aiuta ad essere se stessa.
Non so come farò un anno senza di te. Non so dove troverò la forza. Sarai tu la mia forza, sarai tu il pensiero che mi permetterà di alzarmi ogni mattina, e di sperare che quel giorno passi in fretta. Aspettami, se puoi. E soprattutto: non dimenticarti di me.
Paolo invece vede Cristina come una persona invadente fino a che capisce che può fidarsi di lei e insieme, prendendosi per mano, tornano ad essere felici.
Può sembrare un libro rivolto unicamente a lettori giovani, ma devo dire che ha molti spunti di riflessione per tutti; spesso le persone che hanno dei problemi vengono emarginate dalla società, Paolo e Cristina sono l’esempio che anche dopo esperienze traumatiche si può tornare ad essere indipendenti e a vivere una vita serena.
Consigliato, un libro leggero ma pieno di significato!
“E’ così che deve essere, Paolo. Tu salvi me e io salvo te. Piano, senza far rumore, senza clamori e soprattutto senza farci troppo male”.

Recensione di Sara Mastrantoni 

2 commenti:

  1. Miriam Candurro è l'interprete di Serena Cirillo di Un posto al sole?

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  2. Ciao Simonetta, scusa se rispondo solo ora.Ma ho avuto problemi di connessione. Confermo che Miriam Candurro è proprio l'interprete di Un posto al sole. Ha anche recitato nel telefilm Capri. Spero abbia suscitato in te la curiosità di leggere il libro, con la mia recensione. Se lo dovessi leggere, mi piacerebbe conoscere le tue impressioni. Grazie per il commento. A presto.

    RispondiElimina

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