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sabato 21 luglio 2018

Recensione: Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Recensione libro classico
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SCHEDA TECNICA
Titolo: Il maestro e Margherita
Autore: Michail Bulgakov 
Editore: Feltrinelli 4 edizione 
Pubblicazione:(26 febbraio 2014)
Genere: Classico
Pagine: 552

Il romanzo è suddiviso in due libri: il primo libro narra le vicende della Russia degli anni 30, precisamente nella grande città di Mosca. Si apre con la presentazione di due membri principali della più importante delle associazioni letterarie moscovite: la MASSOLIT. I due membri sono Michail Aleksandrovic Berlioz, direttore della rivista letteraria e presidente dell’associazione e il poeta Ivan Nikolaevic Ponyrev. Durante una delle loro conversazioni, conoscono Satana nei panni del professore di magia nera Woland che squilibra le vite dei due letterati. Ed è qui che tutto inizia. Con la visita di Woland a Mosca e dei suoi aiutanti Korov’ev, valletto e nominato Fagotto, il gatto nero Behemot, Azazello, Abadonna e la strega Hella; non solo creano scompiglio nell’associazione letteraria, ma anche nel teatro di Varietà, che con i loro trucchi e i inganni, fanno impazzire tutto il paese.
“Al pubblico, il discorso di Bengal’skij non piacque. Sopraggiunse un silenzio totale, che fu interrotto da Fagotto: “E questo è di nuovo un caso di cosiddetta bugia […] le banconote, signori, sono autentiche” “Bravo!” ringhiò brevemente una voce di basso dal loggione. “A proposito, questo tipo…-Fagotto indicò Bengal’skij-mi ha stufato. Ficca il naso dappertutto […] Che cosa ne facciamo?” “Strappagli la testa!” […] “Strappargli la testa? È un’idea!”  “Behemont!-gridò al gatto-Dai!”. E successe una cosa inaudita. Il pelo nero del gatto si rizzò e l’animale miagolò da spaccare i timpani. Poi si raccolse e balzò come una pantera sul petto di Bengal’skij; di lì saltò sulla sua testa […] e, con un urlo tremendo, gli strappò la testa!”
Le vicende e i disordini che avvengono in Russia, vengono interrotte dal racconto della seconda storia a Gerusalemme, dove vengono narrate le vicende ai tempi di Ponzio Pilato durante il tempo della Pasqua. Durante questa storia si intrecceranno le vite del procuratore stesso, di Jeshua e del suo discepolo Levi Matteo.
So che ti consideri un discepolo di Jeshua, ma ti dirò che non hai assimilato niente di ciò che ti ha insegnato. […] Tieni conto che prima di morire ha detto che non accusava nessuno” […] “Tu, egemone, sappi che io sgozzerò un uomo a Jerushalajiim. Ho voglia di dirtelo affinchè tu sappia che ci sarà ancora del sangue”
L’inizio del secondo libro si apre con la figura di Margherita Nikolaeva, donna sposata e infelice, amante del Maestro che l'ha abbandonata dopo una relazione durata mesi. Ma la vita monotona e triste di Margherita sta per cambiare grazie a Woland, che dopo una lunga notte di festa, le appare nella sua stanza e...
“Sicchè, dunque, tornerà nello scantinato vicino all’Arbat? Ma chi, dunque, scriverà? E i sogni, l’aspirazione?” “Non ho più nessuno che m’interessi-rispose il Maestro-intorno a me non c’è nessuno che m’interessi, eccetto lei-e posò di nuovo la mano sul capo di Margherita-Mi hanno spezzato.”

“Il Maestro e Margherita” è un romanzo dello scrittore russo Michail Bulgakov, concluso nel 1939  e pubblicato un anno prima della sua morte nel 1967. Al personaggio di Margherita si ispira alla moglie Elena Sergeevna. È la prima volta che leggo un libro classico russo. Nonostante io sia molto giovane, ho deciso di “mettermi in gioco” e confrontarmi con scrittori di un certo livello, affacciandomi ad un linguaggio più ricco e complesso. Le descrizioni sono ricchissime di particolari, nonostante i lunghi capitoli non ci si annoia mai, perché pieni di colpi di scena. Non nascondo di essermi “persa” in alcuni punti; affacciandomi per la prima volta a questo nuovo mondo ho avuto un po’ di difficoltà a leggerlo tutto in maniera scorrevole. 
Le storie diverse vengono intrecciate meravigliosamente, anche se, ad essere del tutto sincera, per il modo in cui il libro sia stato elogiato ed inneggiato, mi aspettavo molto di più; ma penso che la colpa sia da attribuire alla mia giovane età.
 Come primo approccio verso il genere classico è andato piuttosto bene, adesso sono pronta a leggere tanto altro. D'altronde, i classici servono proprio a questo: creare le fondamenta e i presupposti giusti ad affrontare ogni genere di lettura, dal più complesso al trash.
 Il romanzo non è pieno di discorsi romantici, ma vi lascio con la lunga descrizione del Maestro con il poeta Ivan Nikolaevic mentre parla dell’incontro con la sua “moglie segreta” e le sue emozioni:
Lungo la Tverskaja camminavamo migliaia di persone, ma le garantisco che essa vide me solo e mi guardò, non dico preoccupata, ma addirittura in un certo qual modo morboso. Fui colpito non tanto dalla sua bellezza, quanto dalla straordinaria, mai vista, solitudine nei suoi occhi! […] Mi tormentavo perché mi sembrava necessario parlarle […] s’mmagini a un tratto fu lei a parlare <Le piacciono i miei fiori?> Mi ricordo chiaramente il suono della sua voce, alquanto bassa, ma con brusche variazioni di tono, e, è sciocco, lo so, parve che un’eco risuonasse nel vicolo e si ripercuotesse nel muro giallo e sporco. Passai in fretta sull’altro marciapiede e, avvicinandomi a lei, risposi <No.> Mi guardò sorpresa, e di colpo, in modo del tutto inatteso, sentii che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna! […] L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra e ci colpì subito entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! […] Si, l’amore ci colpì in un baleno; lo sapevo già dopo un’ora, quel giorno, mentre eravamo, senza accorgerci dell’esistenza della città, sul lungofiume sotto le mura del Cremlino. Parlavamo come se ci fossimo lasciati il giorno prima, come se ci conoscessimo da molti anni. […] Il sole di maggio splendeva per noi.”

Buona lettura  


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