Lettori fissi

sabato 31 marzo 2018

Il Signore delle Mosche di Wiliam Golding


Questo libro merita appena due stelle, scarse.

Non so se la colpa è tutta dell'autore o se il traduttore peggiora ulteriormente le cose.

La sintassi è contorta, di difficile comprensione. (A fine lettura mi son letto il riassunto su Wikipedia per chiarirmi qualche punto). In parte, ma solo in parte, questo si può scusare perché rispecchia la scarsa comprensione che i ragazzi avevano di quanto stava accadendo loro. Ed il punto di vista del romanzo è quello dei ragazzi.

Mischiare nomi italiani e inglesi sfiora il ridicolo: i ragazzi son tutti inglesi.

Troppi personaggi sullo sfondo restano indefiniti, si confondono tra loro anche alla fine del libro quando sarebbe normale che il lettore abbia ormai familiarizzato con tutti i personaggi.

La storia è inverosimile… come hanno fatto ad esempio i ragazzi a salvarsi tutti, illesi, quando nessun adulto è sopravvissuto?

Ralph il protagonista si vede prima diviso tra Piggy (razionalità) e Jack (violenza, bestialità). Poi, quando è troppo tardi, prende le parti del primo ma lo fa senza troppa convinzione.

Forse nelle intenzioni dell'autore voleva essere un romanzo didascalico per adolescenti, ma ne è venuto fuori solo un brutto, confuso, romanzo.

Non mi spiego come Golding abbia potuto vincere il Nobel…

Michele Pinto

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