Lettori fissi

sabato 10 giugno 2017

Titolo: Dio di illusioni
 

Autore: Donna     TARTT                                                
 
  Editore: Bur Rizzoli contemporanea.

Collana: Contemporanea
 
  Prezzo: 11 euro

Pagine: 622 p. Brossura
 
 VOTO: 4      ( DA 1 A 5)
 
 
 
 
SINOSSI :

Romanzo d'esordio, pubblicato nel 1992, "The Secret History" (questo il titolo originale dell'opera) è ambientato in un elitario college del Vermont in cui si trasferisce per studiare Richard Papen, studente squattrinato, narratore degli eventi: "Mi chiamo Richard Papen; ho ventisei anni e non avevo mai veduto il New England e l'Hampden College prima dei diciannove".
 
                                          RECENSIONE
 
La vita di di Richard s'incrocia sin da subito con cinque persone che esercitano sul protagonista un fascino magnetico: Julian, professore di greco e gli studenti Henry, i gemelli Charles e Camilla, Francis e Bunny.
 Julian è il vero mentore di quella che può sembrare una setta, esteta e manipolatore, dotato di un'intelligenza e di una cultura sopraffina, che si gloria di avere una forte influenza sui suoi allievi salvo poi abbandonarli quando la situazione si complica.
Henry può essere considerato il risultato del processo, attuato da Julian, di plasmare qualcuno secondo le sue idee e la sua filosofia e tra i personaggi nel gruppo è quello che riesce ad avere maggior influenza, una calamita, una figura ammaliante nei confronti di Richard che vorrebbe emularlo ma senza successo perché in lui manca la cattiveria e la mancanza di scrupoli.
Charles e Camilla sono gemelli, dotati di uno charme che, agli occhi di Richard, glieli fa vedere come esempio di perfezione ma che gli fa sospettare che tra di essi il rapporto non si limiti a quello di sangue in quanto è spesso presente la gelosia di Charles nei confronti della sorella soprattutto quando Richard la corteggia. Francis, invece, sembra essere il personaggio positivo del gruppo: un omosessuale infelice che si lascia trasportare a compiere un atto riprovevole solo per amore. Anche lui si sente accettato da Henry e da Julian come una famiglia in quanto frutto come gli altri, di situazioni familiari disastrose. Ultimo personaggio è Bunny : tramite il ricatto riesce a rendersi odioso agli occhi di chi sta leggendo la vicenda e che sarà causa del suo stesso male. Henry proprio per il suo carattere forte e la sua determinazione, decide che non può essere tenuto in ricatto da un ragazzetto viziato e volgare che non riesce a capire che è necessario fare quello che deve essere fatto, sacrificabile proprio perché incapace di comprendere quegli atti baccanali ai quali si dedicano i suoi amici.
 
                                       Approfondimento:
 
Il romanzo, in conclusione, non è altro che una denuncia attraverso dei personaggi ben costrutti, sul vuoto del denaro: escluso Richard, gli altri personaggi sono abituati ad avere tutto ciò che materialmente desiderano, non hanno mai ottenuto qualcosa con sacrificio e contando solo sulle proprio forze e proprio perché non hanno mai vissuto il problema della ristrettezza, si dedicano a pratiche e ad esperienze che altrimenti non prenderebbero nemmeno in considerazione. Sono ragazzi annoiati che trovano nel proibito il loro modo di esprimere un malessere, sviluppando una mentalità perversa e malata dove tutto è lecito e in cui ogni offesa e ricatto deve essere vendicata, anche a costo di lavarla con il sangue.
Nonostante il libro sia molto bello, ho trovato alcune parti esagerate (per non dire pompose) e troppo retoriche che tolgono al romanzo quella parte realistica che l'autrice avrebbe voluto trasmettere.

  Anna Santoro

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