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domenica 3 giugno 2018

Una donna può tutto


Titolo libro: Una donna può tutto

Autore del libro:Ritanna Armeni

Genere: Romanzi e saggi storici

Categoria: Narrativa Italiana

Casa editrice: Ponte alle Grazie

Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 230,


Trama
Le chiamavano Streghe della notte. Nel 1941, un gruppo di ragazze sovietiche riesce a conquistare un ruolo di primo piano nella battaglia contro il Terzo Reich. Rifiutando ogni  presenza maschile, su fragili ma agili biplani, mostrano l’audacia, il coraggio di una guerra che può avere anche il volto delle donne. La loro battaglia comincia ben prima di alzarsi in volo e continua dopo la vittoria. Prende avvio nei corridoi del Cremlino, prosegue nei duri mesi di addestramento, esplode nei cieli del Caucaso, si conclude con l’ostinata riproposizione di una memoria che la Storia al maschile vorrebbe cancellare. Il loro vero obiettivo è l’emancipazione, la parità a tutti i costi con gli uomini. Il loro nemico, prima ancora dei tedeschi, il pregiudizio, la diffidenza dei loro compagni, l’oblio in cui vorrebbero confinarle. Contro questo oblio scrive Ritanna Armeni, che sfida tutti i «net» della nomenclatura fino a trovare l’ultima strega ancora in vita e ricostruisce insieme a lei la loro incredibile storia. È Irina Rakobolskaja, 96 anni, la vice comandante del 588° reggimento, a raccontarci il discorso, ardito e folle, con cui l’eroina nazionale Marina Raskova convince Stalin in persona a costituire i reggimenti di sole aviatrici. È lei a descriverci il freddo e la paura, il coraggio e perfino l’amore dietro i 23.000 voli e le 1100 notti di combattimento. E a narrare la guerra come solo una donna potrebbe fare: «Ci sono i sentimenti, la sofferenza e il lutto, ma c’è anche la patria, il socialismo, la disciplina e la vittoria. C’è il patriottismo ma anche l’ironia; la rabbia insieme alla saggezza. C’è l’amicizia. E c’è – fortissima – la spinta alla conquista della parità con l’uomo, desiderata talmente tanto – e questa non è retorica – da scegliere di morire pur di ottenerla». 

Valutazione

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Quello che mi ha colpito particolarmente in questo libro - a cui assegno 5 stelle per il contenuto e altre 5 stelle per come è raccontato -  è la ricchezza di spunti che stimolano riflessioni su un’infinità di argomenti.  Sentimenti, motivazioni, princìpi, sollecitazioni… sembra un saggio di antropologia.

Si parte naturalmente dal profondo desiderio di emancipazione della donna in un periodo in cui, nella Unione Sovietica staliniana, pur riconosciuta la parità tra uomo e donna, nella pratica ancora si sente la predominanza maschile e la donna riveste un ruolo marginale.
Protagoniste sono giovani donne che si rendono conto che la loro emancipazione si realizza con la partecipazione alla guerra, la guerra combattuta non quella di supporto, la guerra in difesa della Patria contro l’invasore del Terzo Reich e sono disposte a superare anche umiliazioni e la diffidenza dei colleghi maschi che non credono assolutamente nelle loro capacità operative.
Il loro punto di riferimento, Marina Raskova – sarà la loro comandante - eroina nazionale e pilota d’aviazione le chiama alla radio: 

“Donne sovietiche, voi che a centinaia e a migliaia guidate autocarri e trattori e pilotate aerei, voi che siete pronte in ogni istante a sedervi in una macchina di combattimento e lanciarvi nella battaglia… Care sorelle, è arrivata l’ora di una dura ricompensa: entrare nei ranghi di guerrieri per la libertà”

Marina era riuscita a convincere persino Iosif Stalin ad arruolare le donne nei ranghi dell’aviazione militare contro il nemico, ormai alle porte del Cremlino e, per evitare problemi di convivenza con i colleghi maschi, di costituire reparti di sole donne con piloti, navigatrici, meccaniche, artigliere … “Ženščina možet vsë!”, una donna può tutto!

“Le ragazze ce la fanno. L’8 febbraio 1942 si costituisce ufficialmente il reggimento 588 per il bombardamento notturno. Duecento donne voleranno la notte, tutte le notti, sui Polikarpov, bombardando le linee tedesche. Sono pilote, navigatrici e, con loro, ci sono a terra armiere e meccaniche. Sono solo donne, nessun uomo combatterà al loro fianco, a nessun uomo chiederanno aiuto. E’ questo il loro patto, la tacita promessa che si fanno.”

Stimoli e motivazioni così travolgenti scrivono la storia delle Streghe della notte, che inizia con i buoni propositi, l’addestramento, la goliardia, ma prosegue con la storia di ogni guerra, con gli stenti, i sacrifici, la morte.
Molte di loro non ce l’hanno fatta a rientrare ma migliaia sono state le incursioni notturne con i piccoli Polikarpov, che, notte dopo notte, come delle zanzare infuriate, quasi invisibili, hanno costretto i tedeschi a dure perdite e ad arretrare fino a riportarli nelle loro terre e sono entrate, con i loro aerei a Berlino.
Questa storia, riportata alla memoria dalla caparbietà di Ritanna Armeni, è raccontata dall’ultima “Strega della notte”, Irina Rakobolskaja, 96  anni, che ha fatto appena in tempo a lasciare questi vividi ricordi nel registratore di Ritanna prima di raggiungere le sue compagne del Reggimento 588 in Cielo.
Il racconto è lucido e ricco di particolari, la ricostruzione dell’Autrice, aiutata dall’amica Eleonora,  minuziosa e puntuale. E’ un racconto dolce che parla di persone nei momenti tragici. Ma non emerge la tragicità di quei momenti, piuttosto emergono i sentimenti più nobili di quelle persone, le “Nachthexen”, le Streghe o forse le “Maghe della notte”. E’ una storia di guerra ma è una battaglia che si può combattere in pace, è una storia dell’URSS ma che può essere successa dovunque … è una storia di donne che colpisce anche gli uomini.

Valter
 

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