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lunedì 30 aprile 2018

Recensione: Pista nera di Antonio Manzini

 
SCHEDA TECNICA

 
Titolo: Pista nera
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Pubblicazione: 31 Gennaio 2013
Formato: Kindle, cartaceo
Pagine: 278

 

Valutazione
 
 
Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d'Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un'intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l'altro nell'enigma dell'inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav'uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l'unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida ("in natura la morte non ha colpe"), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

La storia mi è piaciuta molto soprattutto per la modalità in cui sia stata sviluppata l'indagine ed il finale è stato davvero sorprendente. L'unica cosa che non sono riuscita ad apprezzare è il protagonista. Inizialmente mi incuriosiva e mi stava molto piacendo, soprattutto perché molto originale e particolare, ma poi quando si delinea che tipo di persona sia ed inizia a diventare violento proprio non sono riuscita a sopportarlo. E' presente molta volgarità nel romanzo, cosa che solitamente non apprezzo nei libri, ma che capisco sia stata inserita per rendere al meglio il personaggio di Schiavone. Sicuramente il suo è uno di quei protagonisti che non passano inosservati, ha una personalità ben definita: è un uomo burbero, schietto, sfrontato, irriverente, maleducato e violento; per quanto quindi si possa apprezzare o meno è veramente molto centrato e trovo che l'autore abbia fatto un lavoro davvero eccellente.
 Ho apprezzato anche l'ambientazione molto suggestiva e descritta con cura. Non sono una grandissima amante del genere giallo, soprattutto quello italiano, ma come detto prima, la storia è davvero ben riuscita; è coinvolgente ed intrigante e fino alla fine non sono riuscita a capire chi fosse il colpevole. Merita quindi la possibilità di essere letto.
Buona lettura! 
Recensione a cura di Diary of a reader

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