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lunedì 15 gennaio 2018

Spazio nuovi autori: recensione del romanzo " Non commettere atti impuri di Alberto Bernardi



SCHEDA TECNICA

 
Titolo: Non commettere atti impuri
Autore: Alberto Bernardi
Editore: Bibliotheka
Pagine: 536
Pubblicazione: maggio 2017
Formato: e-book e copertina semirigida
 
Valutazione
 
 



Nei primi capitoli di "Non commettere atti impuri" dell'autore emergente Alberto Bernardi, aleggia una sospensione narrativa obbligata dalla necessità d’isolamento del protagonista dal mondo esterno, che gli è di fatto precluso per via di una disfunzione fisica, e che percepisce come una giostra sulla quale non può salire per compiere il “giro completo”. Di quella ragione Carlo ha un ricordo ben radicato nella mente ed è di quando da bambino, in vacanza con i genitori, seduto su di un cavallino al Luna Park, cadde durante la corsa. Fu il momento in cui la sua vita prese una piega impietosa.
A trentacinque anni, lasciato Milano dove ritorna di tanto in tanto per sottoporsi a test medici, isolatosi nella campagna toscana, rammenta momenti felici in cui gli amici lo aiutarono, per quanto possibile, a godersi una vacanza alle Hawaii come premio di laurea. Allietato dalla compagnia di Ambra, una splendida femmina di terranova con la quale ha un rapporto d’amore quasi telepatico, lavora da casa utilizzando Internet ed esce solamente per concedersi delle passeggiate o fare acquisti. In una di queste occasioni incontra una donna della quale si innamora e alla quale aprirà il cuore. Laura, bella, forte e intelligente, lo contraccambia e decide di aiutarlo. Il perché è chiaro e lo afferma durante una discussione con i propri genitori:
«… non ho scelto d’amarlo è successo e basta!»
Convinta che le anime affini vagassero sulla terra cercandosi, a volte senza mai trovarsi, dichiarò la propria felicità per la fortuna avuta e poco importava se c’era da lavorarci.
Cercando una soluzione in divulgazioni scientifiche e non, in testi aleatori e pubblicazioni dubbie che promettono di entrare in contatto con l’anima, Carlo inizia un’estenuante indagine dentro e fuori di sé che lo conduce a comportamenti estranei alla propria natura tanto da fargli supporre di essere sull’orlo della pazzia. L’atmosfera si fa pressante e il climax, tra reminiscenze mitologiche, speranze nel futuro e teorie del Multiverso, cresce costantemente. Il continuo sentirsi dire dai medici milanesi di rassegnarsi alla propria condizione lo induce a intraprendere un viaggio negli Stati Uniti per sottoporsi al: Lucid Dream, la coscienza dei sogni”. Lo studio, creando una sinergia tra la mente logica e l’inconscio, gli permetterebbe l’autoanalisi e l’individuazione di patologie generate dall’inconscio.
Aiutato da Laura, comincia l’avventura. Durante il viaggio verso Stanford, in California, hanno uno scontro con quello che diventerà l’antagonista. Laura affronta una terribile vicenda alla quale Carlo non può opporsi e tanto meno difenderla.
La narrazione della storia che a volte è parallela e a volte alternata con flashback sulle vite di entrambi, svela il passato dell’antagonista; considerato dalla madre come un mostro, si è sbarazzata di lui in malo modo:
«Io non ne posso più.» Replicò coprendosi le orecchie con le mani: «Bisogna farlo sparire!»
«Ma cara è solo un bambino, crescendo forse…»
«O lui, oppure io… scegli!»
Cresciuto in un mondo di soli uomini sui pescherecci dell’Alaska, odia profondamente le donne ma ne ama i loro corpi che usa in tutti i modi che la propria mente malata gli suggerisce. A bordo di un potente coupé viaggia alla volta del grande nord insieme ad un complice il quale gli evita che per via del suo pessimo carattere si metta nei guai ed a volte gli copre le spalle.
Le strade di Carlo e dell’antagonista sono separate, distanti miglia e miglia, ma per un gioco del destino o forse no, alcuni lo chiamerebbero Karma, sembra si debbano inesorabilmente incontrare. Le sedute del Lucid Dream destano in Carlo nuove aspettative in quel che considera visioni di un suo passato e ignorando i consigli del team di ricercatori, comincerà a inseguirle verso nord in direzione dell’Alaska. Laura lo accompagna ma inizierà a domandarsi chi sia realmente l’uomo che ama. Quando lui le confiderà i ricordi che gli riaffiorano alla mente, sentirà la terra cederle sotto i piedi.
La strada verso la verità inizia a macchiarsi di sangue, non soltanto di una vittima ma di molteplici e la vita dei due uomini si fa confusa e tuttavia chiara ma solamente un nuovo scontro tra i due fornirà le risposte a un percorso che passo dopo passo, tassello dopo tassello, rivela verità sconcertanti di un passato che condiziona entrambi:
Come lei ha appreso, oggi più che mai, in questi tempi di riorganizzazione del genere umano in cui esistono razze geneticamente portatrici del male, l’eteroclito guazzabuglio deve essere risolto ponendo fine alla perenne tenzone che si trova nella coscienza antitetica di ogni uomo”.
È una frase contenuta in una lettera a mettere Carlo sulla strada giusta, ma ferito a morte dedica gli ultimi istanti di quel che suppone essere la propria miserevole vita a pensare a Laura e Ambra.

Il romanzo, un thriller diverso per struttura narrativa e trama da tanti altri già letti, apre fin dall’inizio una serie di interrogativi dai quali occorre lasciarsi trasportare per poter avere delle risposte. Per quanto mi riguarda, mi ha conquistata in crescendo proprio come il climax narrativo. La scrittura fluida e mai noiosa, la simpatia provata per Carlo e l’odio nei confronti dell’antagonista per il suo modo di essere e di agire, hanno una ragione di esistere in questa dicotomia il cui tema universale va oltre la storia qui raccontata, che non si conclude nel breve tempo di un battito d’ali che sono le nostre vite ma che ereditiamo e perpetuandosi nel tempo condizionano ineluttabilmente le generazioni future. La copertina non inganna né in aspettative né in contenuti e tuttavia la sensazione che lascia è la speranza in un futuro migliore.

Recensione scritta da Sonia Belli


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