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venerdì 19 gennaio 2018

Recensione: L'Arminuta di Donatella Di Pietrantonio

SCHEDA TECNICA

 
Titolo: L' Arminuta
Autore: Donatella Di Pietrantonio
Editore: Einaudi
Pagine: 162
Pubblicazione: 14 Febbraio 2017
Collana : SuperCoralli
Vincitore Premio Campiello 2017
 
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Valutazione



La descrizione della vera essenza dell’amore materno che va oltre le sofferenze causate dal disagio e dalla povertà estrema.



L’arminuta (in dialetto abruzzese LA RITORNATA) è la protagonista di questa storia; una storia spesso raccontata dai nostri nonni di povertà ed ignoranza; la storia dell'ennesima figlia di una famiglia molto povera che decide di darla in affidamento ( o io preferisco dire cederla) all'età di 6 mesi ad un'altra famiglia, in questo caso a una cugina di sua madre. Nonostante la sfortuna di essere nata in una famiglia disagiata, l'Arminuta, va a vivere con persone che la crescono con amore offrendole una vita felice e tranquilla.
Purtroppo a tredici anni, in seguito ad una decisione improvvisa della sua mamma affidataria, viene costretta a ritornare a vivere con quella  famiglia d’origine che l'ha invece ripudiata e dimenticata.


 Subentra in lei molta rabbia nell'incapacità di capirne il motivo di quell' abbandono; nessuno scioglie i suoi dubbi. Ma grazie alla presenza di Adriana, sua sorella minore, riesce a tener sopita la sua rabbia e costernazione; Adriana è per lei una bellissima novità nella sua vita e diventa da subito, il suo punto di riferimento.
L’arminuta cerca di farsi benvolere  e accettare dai suoi genitori e dai suoi fratelli maggiori, che al contrario non son ben felici di averla in casa, la considerano solo una privilegiata , perché aveva avuto l’opportunità di crescere negli agi e non nelle ristrettezze e anche una "disturbatrice" in quanto il suo ritorno comportava meno cibo e meno denaro per loro.
I suoi unici momenti sereni li trascorre insieme ad Adriana nel prendersi  cura di Giuseppe, il suo fratellino più piccolo; momenti per lei molto importanti che la aiutano a non sentirsi un peso per quella famiglia e a sentirsi finalmente utile.

Dentro di lei però resta la voglia di scoprire il perché la sua mamma affidataria non l'abbia tenuta con sé; mille dubbi e domande circolano nella sua mente:"Sarà malata? Cosa l'ha spinta a rinunciare a quella figlia tanto amata e  a farla ritornare in una situazione di povertà estrema? Era davvero impossibile tenerla?"
L’arminuta scopre la verità in seguito ad “una chiacchiera di paese”; una verità dolorosa che la sconvolge e la scuote nell'anima facendole franare il suolo sotto i piedi. 
Un libro che riesce a toccare le corde più profonde dell’anima.La protagonista passa improvvisamente, come si suol dire "dalle stelle alle stalle"; da una vita piena di agi e amore, ad una vita povera sotto tutti i punti di vista: materialmente, spiritualmente, anaffettiva. Ma dopo un impatto iniziale traumatico, trova la forza di reagire grazie alla presenza di quella sorella che non sapeva di avere, ma soprattutto per raggiungere l'obiettivo di riprendersi la sua vita precedente, ma ritornarci portando  con sè Adriana per salvarla dalla miseria.
Un libro semplice che racconta una storia molto profonda, sembra quasi un paradosso, ma non lo è. Ero curiosa di leggere il libro e capire se il Premio Campiello  sia stato meritato o meno. Ora posso dire con certezza che lo è. E non penso che nessuno possa dire il contrario dopo aver letto il libro.
Ciò che mi ha colpito maggiormente in questa storia a cosa è la freddezza della madre naturale nel lasciar andare la figlia e la totale mancanza di entusiasmo nel riaverla a casa; per lei era semplicemente un’altra bocca da sfamare in una situazione già complicata. Questo è il merito dell'autrice Donatella Di Pietrantonio, di esser riuscita a trasmettere a me lettrice quel distacco innaturale di una madre nei confronti della propria creatura.
Un libro che evidenzia "la resistenza al dolore di esistere"; la ragazza, abbandonata due volte si trova "traghettata" improvvisamente in una famiglia che non conosce, in un mondo che non le appartiene e salvata  da una sorella che la ama incondizionatamente contrariamente a due madri che invece l’hanno lasciata andar via senza un perché. E' tutto sovrannaturale e agghiacciante la scelta dell'autrice, di non attribuire alla ragazza un nome, ma identificarla solo con un idioma.
L' arminuta, secondo me, rappresenta ogni bambino abbandonato che ancora oggi soffre per fame, miseria, ma soprattutto mancanza d' amore.
Un libro scritto in modo magistrale dall'autrice chè ( sempre secondo il mio parere), riuscita a raccontare una storia lontana anni luce, ma tanto attuale e toccante, seppur nella sua semplicità di linguaggio e stile.
Leggetelo e dopo sarete orgogliosi della vostra famiglia e dei sacrifici che i genitori hanno compiuto per potervi crescere nel migliore dei modi.
 
Recensione di Sara Mastrantoni


(Cliccare sulle immagini per il link informazione)

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