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venerdì 3 novembre 2017

Recensione: Il caso Fitzgerald di John Grisham



                                                   SCHEDA TECNICA

Titolo: Il caso Fitzgerald

Autore: John Grisham

Editore: Mondadori

Pagine: 304

Pubblicazione: 20 Giugno 2017



È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d'arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari.
Sembrerebbe un'operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell'unico indizio l'FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile.
Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C'è un mandante o si tratta di un'iniziativa autonoma?
Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda?
Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell'isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?
Lontano dalle aule dei tribunali e dalle consuete ambientazioni dei suoi legal thriller, John Grisham scrive un mystery godibilissimo, descrivendo con grande sagacia il mondo editoriale, quello dei collezionisti, le librerie indipendenti e le piccole e grandi manie degli scrittori.



La recensione di questo libro è il frutto del "Gruppo di lettura" di cui io faccio parte.
Il romanzo "Il caso Fitzgerald" è   stato la lettura del mese  di Ottobre.
Vi propongo ora i singoli commenti dei miei compagni di viaggio e di avventura letteraria diventati per me la mia seconda famiglia.


Pier:

Il dubbio che ho  subito avuto una volta finita la lettura è stato quello se lo avesse scritto veramente lui il libro. Poi leggendo la pagina dei ringraziamenti ho capito che è stato scritto sicuramente a più mani. Quello che ha scritto lo potevo scrivere benissimo pure io. Il finale è ridicolo perchè troppo prevedibile.
 Lo svolgimento solo passabile; la parte ove parla delle librerie carina.


Sevy:

Il dubbio che il libro non sia stato scritto da lui, mi duole ammetterlo, l'ho avuto anche io. Nel senso, la prima parte, in cui spiega tutto il procedimento della rapina è stile Grisham...tutto il resto...no.
La parte in cui il proprietario della libreria elenca alla protagonista gli errori da evitare assolutamente in un libro, a me ha dato l'impressione che quella lista di errori corrispondesse quasi alla perfezione con gli errori che il libro stesso ha.
Finale decisamente troppo prevedibile.
Ho avuto la sensazione che tutto  sia stato troppo surreale, dall'inizio alla fine. Mi spiego meglio: per quel poco che ho letto di suoi libri, Grisham racconta sempre storie piuttosto plausibili; questa storia invece mi è sembrata fin troppo costruita...insomma, chi mai accetterebbe di fare da spia per un'organizzazione che non si sa bene cosa sia, che lavora alle spalle dell' FBI?
Lettura finita in cinque giorni.

Laù:

Che dire di questo romanzo... forse c'è poco da dire, nel senso che, nonostante la brevità, non sia stata una lettura  fruibile.
L'inizio l'ho trovato un pò tortuoso, ho fatto fatica ad appassionarmi al momento clou, ovvero il furto dei manoscritti di Fitzgerald.
A metà libro, già più passabile anche se ripetitivo e abbastanza scontato.
Ed arriviamo al finale ...
 Ma che finale è? Aveva voglia di concludere alla bene e meglio, ma questo lieto fine è stato pressoché assurdo. Una delusione totale.
Purtroppo come approccio con Grisham devo dire non è stato il massimo. Mi è sembrato una storia fredda, distaccata, non sono mai stata realmente partecipe della storia.

Serena:

Era la prima volta che leggevo Grisham. Non ho idea se abbia mai scritto di meglio, ma per me questo libro non è stato il massimo e non lo consiglierei.
Come letto anche in rete è una lettura "da spiaggia", niente di che. Tolta la fatica iniziale, una volta entrata nel vivo della trama, la lettura è stata abbastanza scorrevole. L'idea del rapimento dei manoscritti mi è piaciuta, così come anche tutta la parte sulle prime edizioni e sulle librerie in generale; non mi sono piaciute invece le pagine sulle vicende dei personaggi che frequentano la libreria di Cable.
Finale orrendo a mio avviso, un pò alla "e vissero tutti felici e contenti".

Jusella:

Ho letto tredici libri di Grisham coinvolgenti al massimo. Che dire, quest'ultimo mi è sembrato banale, confuso e di basso livello. In alcune parti anche immorale.
E' evidente che non l'abbia scritto lui, ma che ci sia lo zampino di un ghostwriter.


Oriana:

Del libro del mese vorrei dire che è il peggior libro di Grisham che io abbia mai letto.
Mancano nella narrazione i dettagli, le descrizioni ed i piccoli particolari a cui Grisham ci aveva abituato nei suoi anni d'oro; la trama zoppica vistosamente.
Ho odiato lei , il personaggio principale...la detective improvvisata di cui non ricordo neanche più il nome. Personaggio privo di personalità. All'inizio sembrava il tipo morale, pian piano si è rivelata per quello che è: una persona che segue la linea del vento.
Insomma...e concludo ...Grisham in questi ultimi anni ci ha fatto assistere al suo lento declino. Ahimè, mi duole dirlo, ma sta toccando davvero il fondo.

Michele:

L'aspetto positivo del libro è quello di aver stuzzicato in me la voglia di leggere qualche documento o articolo che parli di Fitzgerald.
Mi chiedo: Fitzgerald è solo titolo? Magari sarà un omaggio?
Non male anche la leggerezza. Tutto sommato , a parte il finale insopportabile, si legge bene.
Uno spunto interessante, anche se non abbastanza sviluppato è il tormento interiore della protagonista , combattuta tra il bisogno di soldi e il non voler farsi coinvolgere dalla simpatia di Bruce .
Quello che invece proprio io abbia odiato è l'ambiguità morale. Ci sta il non distinguere tra i buoni e i cattivi. Tutti siamo un pò grigi e mai completamente bianchi o neri. Ma qui sembra che ricattare l'università per decine di milioni di dollari sia una splendida opportunità da cogliere.

Marco:

Il libro? Una delusione. Penso veramente che non li scriva più lui. Non avevo più letto Grisham dal romanzo " Il broker" . Ora, dopo aver letto questo libro penso di archiviare questo autore per un bel pò...il tempo è troppo limitato per sprecarlo.


Pasecta:

Io credo che il genere affine a Grisham sia il legal thriller, e, quando esula da questa tematica , cimentandosi in altro, come in questo caso, il flop era inevitabilmente dietro l'angolo. Letto in due giorni, ma è così ovvio che avrei potuto evitare di leggere. Non ho trovato in questo libro nessuno spunto di riflessione. Tutto piatto...




                                                   GRADIMENTO
RECENSIONE SCRITTA DAL
 
GRUPPO DI LETTURA!
 
GRAZIE AMICI

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