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martedì 5 marzo 2019

Review Party - Recensione libro "La vendetta di Lord Hughes" di Fabiana Redivo


Review Party - Recensione libro

La vendetta di Lord Hughes di Fabiana Redivo
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Scheda tecnica



Titolo: La vendetta di Lord Hughes
Autore: Fabiana Redivo
Editore: Dri Editore (Historical Romance)
Genere: Narrativa / Avventura
Pagine: 196
Pubblicazione: 13 Febbraio 2019
Formato: Kindle e copertina flessibile

Lady Judith Blackmore ha accettato di sposare lord Edward Hughes, conte di Brewfield, per mettersi al sicuro dal complotto ordito dallo zio, lord George Blackmore, che la vorrebbe morta. Un matrimonio celebrato in fretta ma nato sotto i migliori auspici. Una magica alchimia d'amore si instaura subito tra Edward e Judith che finalmente sembra poter condurre la sua vita serenamente. Ma lord Hughes ha un lato oscuro che non è disposto a svelare alla sua giovane sposa, di cui è perdutamente innamorato. Una maledizione incombe sui conti di Brewfield. Affonda le radici in un passato non troppo lontano, nientemeno che in India ed è legato alla spietata setta assassina dei thugs. Ancora una volta la vita di Judith è in pericolo ma la "tigre dagli occhi viola" è disposta a metterla in gioco per amore e per spezzare la terribile maledizione...



La Dri Edizioni è ormai una realtà editoriale indiscutibile, una casa editrice che regala ai suoi lettori emozioni ed avventure. Non è il primo libro che leggo della Dri, e confermo le mie impressioni.  La vendetta di Lord Hughes di Fabiana Redivo, non è il solito rosa / Harmony smielato, ma è un romanzo di avventura e passione, un mix tra Via col vento di Margaret Mitchell, Ci Rivedremo all’inferno di Wilbur Smith e il conte di Montecristo di Dumas. Mi direte voi: cosa hanno in comune tre Kolossal come quelli menzionati con il romanzo di Fabiana? No, non sono impazzita, ve lo spiego subito: Via col vento ( per la storia d’amore e il personaggio femminile controcorrente e rivoluzionario), Ci rivedremo all’inferno per  le avventure in Africa, i pirati, le navi corsare, Il conte di Montecristo per la vendetta. E’ come se vi avessi già riassunto il romanzo in queste tre semplici  assonanze.
Ciò che caratterizza il romanzo, al di là dell’ambientazione gotica  settecentesca e della bellezza delle descrizioni dell’Africa , di Calcutta e dell’India, è il temperamento forte e controcorrente atipico delle donne del 700 di Judith, moglie di Lord Edward Hughes. Una donna che controbatte alle convinzioni, regole e protocolli che volevano la donna a casa ad aspettare il marito che ritorni dalle lunghe assenze, occupata ad organizzare banchetti e ricevimenti nel castello. Judith, la tigre dagli occhi viola che dinnanzi al pericolo, e dopo aver scoperto che suo padre Lord William Blackmore è svanito nel nulla, e nonostante il divieto del marito Edward di seguirlo nella grande impresa di ritrovarlo e sconfiggere quella “maledizione” che da sempre perseguita le due famiglie, decide di imbarcarsi e partire.
Temo di non essere tagliata per uno stile di vita alla Lòady Celestine tutta cucito e domestici – dichiarò alla propria immagine riflessa allo specchio – mi mancano troppo gli spazi aperti, i viaggi e le emozioni”.
Un personaggio controverso, a volte malinconica e nostalgica
“Subito la malinconia si affacciò dal fondo del cuore. Le mancava l’India. Il verde sfolgorante delle foreste, i grandi giardini, i tramonti infuocati, i profumi speziati… e il calore della gente…”
…altre volte fiera e orgogliosa, che va per la sua strada con animo forte e tranquillo, nonostante sappia di procurare malcontento e disturbo a chi le è accanto
Dunque, mio marito ha deciso per me. O almeno così crede. Ebbene si sbaglia di grosso  è […] non accetterò di rimanere qui ad attendere, tessendo la tela come Penelope […] Lord Hughes si comporta come se io fossi un semplice pedone del suo schieramento . Ma io sono l’altro giocatore e intendo muovere la regina…
Un romanzo che ci riporterà in quel tempo lontano di superstizioni  e maledizioni; in quel tempo in cui la credenza si basava sulle manifestazioni terribili e aggressive della Dea Kali, adorata  dai Thug, un'antica setta religiosa indiana, tramite sacrifici umani.
Le tre guide erano state pagate per condurli al tempio di Kali. L’ultimo quarto di luna era prossimo e la dea era impaziente di manifestare il suo potere”
La storia dei Thug viene definita come uno dei casi più eloquenti, eclatanti e celebrati, di costruzione di un mito in senso orientalista.
Lettura scorrevole, linguaggio molto curato e pulito nonostante tratti  tematiche al di là di ogni ragionevole comprensione;  descrizioni molto dettagliate sia a livello geografico che a livello storico; fonti precise circa il tempio di Kali e le superstizioni che aleggiano intorno al suo mito. Struttura classica del romanzo, caratterizzata da capitoli annunciati da semplici numeri, senza descrizioni o fronzoli ( che ho molto gradito) e che permettono al romanzo di alzare l’indice di livello e gradimento.
I miei complimenti all’autrice che ha reso la trama “grovigliosa” ma mai confusa, lasciando al lettore la possibilità di districare quella matassa e giungere alla fine.
Un romanzo adatto a tutte le fasce d’età, un romanzo da leggere e da non lasciarsi sfuggire. Buon viaggio e buona avventura!!!
Dopo averlo letto, passate dal mio blog per confrontare emozioni e sensazioni.



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