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sabato 16 settembre 2017

Recensione: Verso l'infinito di Jane Hawking




Titolo: Verso l'infinito

Autore: Jane Hawking

Editore: Piemme Voci

Pagine: 586

Pubblicazione: 2 Gennaio 2015







Un libro molto toccante e commovente che ci permette di
 percorrere, passo dopo passo, il calvario vissuto dai due
 protagonisti. Una storia straziante, se pensiamo che sia un racconto
 reale  accaduto a due giovani i cui destini si sono incrociati in un
 giorno qualunque di un’estate qualunque, che ha cambiato per
sempre le loro vite.

In “La teoria del tutto” l’autrice Jane Hawking narra in prima
 persona la sua storia con Stephen Hawking, nata nell’estate del
 1962, quando entrambi sono iscritti all’università di Cambridge.

I due, che si erano già conosciuti da bambini, iniziano a
 frequentarsi all’epoca in cui Jane, come lei stessa ammette,
non ha ancora imparato a distinguere la ragione dall’emozione, e
 l’intelletto dal cuore. 

Con interessi diametralmente opposti, a partire dagli studi, i due
 scoprono di provare un certo piacere nel ritrovarsi in compagnia
 l’uno dell’altra. Iniziano, così, a trascorrere sempre più tempo
 insieme, condividendo momenti di svago.

Sin da subito, Jane è affascinata e divertita, e in un certo senso
 attratta da quell’insolito personaggio che, dietro la lunga frangia e
 un insolito farfallino, nasconde uno spiccato senso dell’umorismo
 e una personalità indipendente. Una persona che, proprio come lei,
 pur essendo molto timida, non rifugge dall’esprimere le proprie
 opinioni. E che, come lei, tende ad affrontare la vita con qualche
incertezza, riuscendo comunque a vedere il lato divertente delle
 situazioni. Ma che, a differenza di lei, ha una piena consapevolezza
 del proprio valore e la sfrontatezza di manifestarla.

Malgrado la sua eccentricità, Jane si accorge subito che quel
 ragazzo le piace. Il destino, però, ha già tessuto la sua trama, fatta
 di dottori, di ospedali, di medici. E di frustrazione, di dolore, di
 angoscia per l’inesorabile scorrere del tempo. Tempo che è
 prezioso come l’oro per chi sa che ogni giorno potrebbe essere
l’ultimo.

Stephen ha soltanto ventuno anni quando gli viene diagnosticata la
 peggiore delle patologie: malattia del motoneurone, gli dicono i
 medici. Una diagnosi agghiacciante per chi ha tanti sogni, e quei
 sogni li vuole realizzare, ad ogni costo.

Quando Jane viene a conoscenza della malattia da cui è affetto,
 rimane scioccata.

“Era impensabile che qualcuno con solo due anni più di me
 dovesse affrontare la prospettiva della propria morte.”

Man mano che i giorni passano, la ragazza è sbalordita dalla
 velocità con cui le condizioni di Stephen peggiorano. Il giovane si
 riduce infatti, nel giro di poco tempo, a una figura sottile, fragile e
 zoppicante.

Stephen parla poco della sua malattia e delle sue emozioni. La sua
 personalità è oscurata da una profonda depressione, che si
 manifesta con un aspro e tetro cinismo. Mentre lui si rifugia nelle
 fredde e razionali leggi della fisica, lei fa resistenza al suo ateismo,
 cercando conforto nella fede, convinta che ci siano più cose in
Cielo e in Terra che nella fredda e impersonale filosofia di Stephen.

Jane e Stephen appartengono alla generazione per la quale gli
 obiettivi primari sono piuttosto semplici: l’amore romantico, il
 matrimonio, una casa, una famiglia. La differenza, per loro due, è
 che a differenza degli altri loro hanno un lasso di tempo molto più
 breve per realizzare i loro ideali e i loro sogni.

Nonostante tutto, Jane ama Stephen a tal punto che nessuno
 potrebbe distoglierla dalla decisione di sposarlo. E, incurante di
 tutti gli avvertimenti ricevuti dalle persone che gravitano intorno  a
 loro, la ragazza non si fa condizionare. A lei non interessa la
 prognosi. Perché niente e nessuno potrà interferire nella loro vita e
 nel loro futuro, per quanto breve esso possa essere.

Ma se le uniche cure disponibili erano da scartare, a torto o a
 ragione, come ridicole ciarlatanerie, io non vedevo il motivo per
cui il naturale ottimismo che riuscivo a conservare dovesse essere
 stroncato da una litania di tragiche profezie senza alcun consiglio
 palliativo.”

E, soprattutto, capisce quali siano le vere priorità perché, come lei
 stessa scrive, “quando si combatte contro il destino, solo le grandi
 questioni – vita, sopravvivenza e morte – hanno una vera
 importanza.”

Consci di tutto ciò, decidono di andare contro tutto e tutti, e la data
 del loro matrimonio viene fissata per il 14 luglio del 1965.

“Sapevamo bene che col nostro idealismo stavamo deliberatamente
 sfidando il senso comune e tutto ciò che c’era di prudente,
 convenzionale e ordinario.”

Sono sposati da meno di un mese quando la malattia, che sembrava
 sotto controllo, si rivela di colpo nella sua vera, spaventosa
 violenza. Stephen è inerme fra le grinfie di quel nemico invisibile,
 e Jane non può fare nulla per lui.

I violenti attacchi suonano come un monito nefasto per il loro
 futuro. La natura demoniaca della malattia ha annunciato la sua
 presenza, insinuando a gamba tesa nelle loro vite e nel loro
 matrimonio.

Tra mille difficoltà e ristrettezze economiche, Stephen ottiene un
 riconoscimento dietro l’altro, grazie ai suoi studi sulla Cosmologia,
 guadagnandosi la fama di prodigio e ricevendo ambiti premi. Ma si
 sa, ogni medaglia ha due facce…

“Come se non bastasse, intuivo che c’era un altro partner in agguato nel nostro già sovraffollato matrimonio. Il quarto partner si manifestava inizialmente sotto forma di un’amica fidata e tranquilla, che indicava la via del successo e della realizzazione a quelli che la seguivano. In realtà si rivelava una rivale instancabile, esigente come tutte le amanti, un’inesorabile sirena che attirava i suoi fedeli negli abissi profondi dell’ossessione. Non era altro che la fisica, citata dalla prima moglie di Einstein come coimputata nella causa di divorzio.”

Superando ogni difficoltà, giorno dopo giorno, Jane diventa
 l’ombra del marito. Lo segue in tutte le sue necessità. Lo
 accompagna ovunque debba andare. Zoppia, difficoltà di
 movimento e mancanza di coordinazione sono diventate ormai le
 compagne scomode di una vita fatta di ostacoli e impedimenti, tutti
 da superare con la forza di volontà e del sentimento che li unisce.
 
Risultati immagini per immagini hawkins e la teoria del tutto

Il libro è una sorta di diario, in cui Jane racconta fedelmente, con
 dovizia di particolari, quanto accaduto dal giorno del loro incontro.
Andando avanti con la lettura, assistiamo a quelli che sono i
turbamenti interiori di una giovane donna messa di fronte a una realtà troppo dura per chiunque, a qualunque età. Ma le risposte ai suoi interrogativi sarà la vita stessa a fornirgliele.  

“A causa della sua malattia, qualunque relazione con lui era
 destinata a essere precaria, di breve durata, e probabilmente
 dolorosa.
Potevo aiutarlo a realizzare se stesso e persino a trovare
 una breve felicità?”

Un libro intenso e profondo, a tratti duro, che ci insegna come la
 forza dell’amore, al di là di qualsiasi pensiero razionale e di ogni
 legge della fisica, sia il vero motore che regola l’universo.




RECENSIONE SCRITTA DA GLORIA PIGINO

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