
Non volevo raccontare una malattia così subdola in prima persona, ma invece raccontarla attraverso gli occhi di chi è accanto e ci convive, nella speranza che la persona cara esca da quel vortice buio. Spero che sia un aiuto a vedere il mondo sotto un aluce diversa nonostante le avversità della vita".

Sembra invece di tutt’altro avviso, Annalie
Spencer, una ragazza che vede la vita dipinta solo di nero, per quanto si possa
chiamare vivere provvedere alla cure di una madre malata di una patologia che
sembra divorarla ogni giorno di più.
Il destino tiranno non si accontenta delle
prove che ha già messo sulla sua strada, ma la metterà di fronte alla più
grande sfida che abbia mai dovuto affrontare.
Affogata in problemi troppo grandi per la
sua giovane età, Annalie non si aspetta di ritrovarsi faccia a faccia con due
occhi ambrati, caldi come il sole d’estate, che proveranno a portare colore in
quei luoghi ormai sbiaditi e rassegnati al grigiore da troppo tempo.
“Le cicatrici esterne sono le sole che dimostrano che hai superato un trauma, con quelle interne ci convivi e nella maggior parte delle volte le sotterri fino a quando non sono loro stesse a voler uscire. Io faccio questo. Le osservo e al momento giusto le dipingo sulla pelle stessa, su un muro, su un marciapiede. Ovunque ci sia una superfice io le faccio uscire.”
Per quante volte io abbia cercato di non farlo, ancora non ci riesco, e sarebbe normale se fossi disgustato nell’osservare ciò che sono. Non dovrebbe piacermi quello che la vita mi ha fatto, nemmeno la sensazione che provo del mio corpo sotto le mie mani, ma in realtà poco mi interessa e non temo il giudizio della gente.
Lo sono? Sono pronta a osare? Sono pronta ad abbandonare ogni reticenza e lanciarmi a occhi chiusi? Quello che sto per fare sembra pericoloso, inebriante e folle. Dovrei cogliere la sua sfida? Perché è questo che sta facendo, mi sta sfidando. Sta giocando con me, con le mie paure, le mie insicurezze; sta lanciando un sasso che io prontamente sto raccogliendo.
Un ricordo, bagnato di dolore, riemerge nella memoria, prima confuso, poi definito.
Era venuta ad augurarmi la buonanotte una sera della settimana scorsa, dopo averla sentita vomitare la sua misera cena. “Annalie”, aveva detto, “qualunque cosa succeda, sai che ti voglio bene, vero?”

Se lei era colpevole di qualcosa, allora lo ero anch’io.
Tutto in lei era bianco.
Le ciocche di capelli che ricadevano sul suo viso sottile, l’iride di quegli occhi sempre in cerca di speranza. Era bianca come i fiocchi che scendono dall’alto per annunciare la venuta dell’inverno. Bianca come il latte che macchia le labbra in un contrasto di scarlatto e candido. Bianca come un bucaneve che sboccia sotto al gelo. Il bianco la stava possedendo, nonostante tutto le fosse precipitato addosso. Era bianca tra le lenzuola che avvolgevano il suo corpo esausto dal pianto, bianca nella polvere che era il suo oblio e la sua salvezza, bianca sulla pelle liscia come seta.
Nella sua immacolata purezza, lei, in quel momento, era bianca.

Sei verde come il soffice muschio, che ricopre i massi umidi in mezzo ad un torrente. Verde come le mele succose colte dagli alberi in campagna.
Il blu ti ha avvolto quando la tua vita è tornata a una regolare pace. Blu come il fiore di mezzanotte, che sboccia al rintocco dell’orologio. Blu come i mirtilli, che tingono le tue dita non appena li tocchi.
Rossa fra i capelli, rosa sulla bocca, pesche sulle tue guance.
Ovunque sei colore.
della moda. È amante della natura,
della montagna e pratica anche il ciclismo, ma è nei libri la sua più grande
passione. Ha sempre amato leggere, sin da piccola passava pomeriggi interi a
sfogliare di continuo i pochi libri che possedeva, rifugiandosi tra le loro
pagine, sognando con i personaggi, imparando da loro e crescendo con loro. Un amore che
man mano è aumentato e anche se di tanto in tanto, si allontanava dai libri, sommersa dalla vita quotidiana, poi ritornava sempre a respirare il profumo di
quelle pagine.
Ha sempre
sognato di scrivere storie, dare vita ai suoi pensieri, ma ha sempre
accantonato questa passione per concentrarsi sulla famiglia e sul lavoro. Alla
fine, però, complice la crisi che ha fatto riscoprire il tempo per sé stessa,
ha preso il coraggio a due mani e si è cimentata nella stesura del suo primo
romanzo.
Esordisce
nel 2017 con il romanzo "Non lasciarmi cadere", prima come Self Publishing, in
seguito
ripubblicato con la casa editrice Un cuore per capello di Daniela
Perelli.
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