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martedì 5 settembre 2017

Recensione - La donna di pietra

Time for reviw

Un storico tutto made in Italy, tutto freddezza e irriverenti incomprensioni, targato Roberta Ciuffi la donna di Bagni.


Titolo: La donna di pietra
Autrice: Roberta Ciuffi
Editore: Self-publishing
Pagine: 150
Genere: romanzo storico
Prezzo: € 0,99











Bellezza:


Trama: Bella, ma fredda, distaccata, apparentemente priva di sentimenti. Una donna di pietra. Così appare l’inflessibile signorina Adelia Corsini. Fin da bambina la sua famiglia l’ha messa in disparte in favore della più brillante e socievole sorella minore, Alma. In seguito, Diego Guerra, l’uomo di cui si era innamorata, l’ha illusa e poi abbandonata per sposare proprio Alma. Da allora Adelia sembra aver perduto la capacità di provare emozioni. Si è chiusa nella sua bella casa, con i suoi domestici e la zia Clementina, occupandosi solo di opere di carità e di gestire le sue proprietà. Ed è così che le piace la sua vita: tranquilla, ordinata e protetta. 
Nove anni prima, il dottor Diego Guerra è stato ingannato e spinto a un matrimonio infelice. Adesso Alma non c’è più, la sua carriera è in discesa e le condizioni delle sue finanze sono disastrose. Quando, inghiottendo l’orgoglio, Diego si costringe a battere alla porta di casa Corsini assieme ai suoi tre bambini per chiedere aiuto, la tranquilla esistenza di Adelia è sconvolta. E, pian piano, la statua si sgretola, la pietra va in frantumi… al contrario del cuore di Adelia, che torna alla vita. 

Recensione
La vita è come un treno si sa. Puoi riuscire a prenderlo e, nonostante un viaggio scomodo e lungo, arrivare a destinazione; o puoi perderlo e sperare in cuor tuo che prima o poi ripassi.
Adelia Corsini il suo treno lo ha perso, ha perso l'amore perché questo sceglie sempre sua sorella; ma di certo lei non è stata ferma ad aspettare, o meglio non  avrà aspettato ma di certo ferma lo è stata.
Dopo una vita vissuta ai margini, dopo che la felicità l'ha sfiorata, Adelia ha deciso di uscire dall'ombra per essere osservata da dovuta distanza, per essere temuta come una colossale statua di pietra che su tutto si impone ma che nulla tocca... fredda, vuota ed impassibile.
Almeno così cerca di apparire fino a quando la morte di sua sorella ed un treno verso Roma non la riporteranno ad affrontare il suo passato, a vivere una vita al di fuori della maschera perfettamente equilibrata che è riuscita a crearsi, ad avere una famiglia che non ha mai cercato.

"La sentiva camminare nella sua stanza, come se non trovasse pace. A volte scendeva nello studio,
forse alla ricerca di un libro noioso che l'aiutasse a addormentarsi, o per continuare a tormentarsi il cervello su quell'odioso registro dei conti."

Perché si sa il passato non torna così come lo si è lasciato e Diego Guerra è molto distante dal giovane dottore tutto fiducia, speranza e garbo che la signorina Corsini ricorda. Perché il dottor Guerra ha perso tutto: una paziente e il suo studio medico, un matrimonio e la moglie, la casa ed il suo equilibrio. Tutto ciò che li resta sono i suoi tre figli e per loro, con cui ha poca dimestichezza e poche possibilità, perde il suo orgoglio, mette su una bella faccia tosta e ritorna a casa Corsini dove tutto ebbe inizio, dove vive Adelia.
Così la casa nobiliare diviene un vero e proprio campo di battaglia dove ogni sorta di personaggio secondario trova spazio portando pepe nella vicenda e vento di tempesta tra i due personaggi.

Diego strinse le labbra. Era al colmo dell'esasperazione. Quella donna detestabile! Solo che a così breve distanza non sembrava affatto detestabile. Con le fiamme dell'indignazione negli occhi, le guance arrossate, le labbra vibranti, sembrava… desiderabile.

 Si ritrasse di scatto, raddrizzando il corpo. «Lei crede di sapere tutto, vero?» chiese, con sprezzante ostilità.

 Sorpresa, Adelia si ricompose a sua volta. «No, ma so che una casa signorile non è il posto adatto a dei cavalli non domati.»

 L'uomo sbuffò e con un gesto automatico si sistemò la
giacca. «Lei è davvero una donna di pietra!» Ruotò su se stesso e si diresse a passo deciso verso la porta. 

 Quando lo vide superare la soglia, Adelia si riscosse dallo sbigottimento causato dalla sua affermazione. «E comunque, qualunque sciocco avrebbe capito che non avrei mai fatto morire di fame il mio cane!» gli gridò dietro.

Sarà che la Ciuffi da poco spazio all'ambiente ma non all'ambientazione, sarà che è un'esperta a tirare i fili della psiche umana ma ogni personaggio di contorno saprà conquistarvi: dalla domestica impicciona e invidiosa Lucia, alla povera ed incapace Domenica, dalla zia Clementina  anima fragile dalle grandi vedute al pomposo (grazie al cielo) dottor Berardi, dal grande Damiano che vorrebbe essere piccolo al piccolo Michele che 100 ne dice e 1000 ne combina, dalla piccola e tenere Delia ad Alma alla costante ricerca d'attenzioni.
Un romanzo breve in cui i fili del passato si intrecciano al presente, in cui le convenzioni, l'etichetta e l'orgoglio dettano legge, in cui due protagonisti imperfetti e reali cercano di trovarsi per ritrovarsi, di inseguirsi per non guardarsi, di litigare per scoprirsi, di capire il passato per amarsi.

«E questo» proseguì lei con amarezza, «dà l’idea della
qualità dei miei corteggiatori.»

  «Non è detto che sia l’ultimo a proporsi» disse, per
rincuorarla, benché la sola idea lo facesse fremere. «E forse il prossimo potrebbe essere quello giusto.»

 Adelia scosse piano il capo. I suoi occhi sembravano
distanti, guardavano qualcosa che non era certamente la balaustra di legno della scala. 

 «Ma io» sussurrò, «potrò mai essere quella giusta per
qualcuno?»

Un romanzo dove le maschere cadono e le pietre si rompono dietro le loro tende, un romanzo dove l'equilibrio cede il passo alla follia di similitudini che scaldano gli animi dei protagonisti e dei lettori che non saranno mai colti dalla noia delle cene perché l'ironia è a portata di sale.
Insomma una lettura dove amare tutti, odiare qualcuno, rilassarsi e sospirare, perché Roberta Ciuffi ha rispettato i canoni di fine Ottocento uscendo un po' fuori dalle righe.

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