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martedì 6 agosto 2019

Recensione libro "Un posto sicuro" di Cristiano Pedrini, Queen edizioni

Recensione libro 

Un posto sicuro di Cristiano Pedrini
Queen edizioni


Un posto sicuro di [Pedrini, Cristiano]





Scheda tecnica

Titolo: Un posto sicuro
Autore: Cristiano Pedrini
Editore: Queen Edizioni
Pubblicazione: 3 Agosto 2019
Genere: Narrativa contemporanea
Formato: Kindle e copertina flessibile

Inghilterra 1863, nobiltà e povertà sono separate da un nettissimo e chiaro confine. Il nobile Terence Arundell gestisce, suo malgrado, il grande opificio di famiglia, ereditiere di una ricchezza che tuttavia non gli inaridisce il cuore. Ben presto, infatti, Terence si rende conto di poter fare del bene con tutto quello che ha e il destino pone sul suo cammino Jamie, giovanissimo orfano destinato a essere venduto in un bordello. Grazie all’aiuto di Edward, suo fedele maggiordomo, Terence ospita il tredicenne nella sua magione e ben presto il ragazzino impetuoso e sarcastico lo metterà a dura prova. Per Jamie trovarsi immerso nella splendida cornice di Trerice Manor significherà avere ogni giorno davanti agli occhi una classe sociale alla quale non appartiene, che non lo vuole, ma che soprattutto gli ha sempre fatto del male. Sarà difficile confrontarsi, comprendersi e accettarsi per il nobile e il ragazzino.  Nonostante ciò, i due si affezioneranno l’uno all’altro, legati da qualcosa di più grande che non è solo accettazione delle diversità, ma anche umano affetto e la ricerca di qualcosa che li renda completi, come individui e come uomini, sullo sfondo di una società che avanza rapidamente verso il progresso.
Cristiano Pedrini con il suo ultimo romanzo, mi ha sorpresa alquanto. Ho letto altri romanzi dell’autore, e seppur intrinseci  di delicatezza e tatto nell’esposizione di tematiche particolari, in questo romanzo è andato oltre,  trattando delle problematiche sociali  che inorridiscono il cuore di ciascuno di noi, e lo fa con accortezza e discrezione, sfociando nella speranza di un riscatto personale.  I personaggi si completano e si intrecciano come se fossero dei pezzi di puzzle. Entrambi hanno qualcosa in comune anche se allo stesso tempo contrario, a causa delle convenzioni sociali dettate dal ceto in cui Terence vive.
Terence, benestante, successore di un grosso patrimonio, scopre dal padre, pochi istanti prima che morisse,  di aver un fratello illegittimo; Jamie bambino “di strada” raccolto in un orfanotrofio destinato alla prostituzione infantile. I due casualmente si incontrano e tra loro scatterà una scintilla imprevedibile che li aiuterà a riscattarsi dalla vita e dagli orrori ed errori commessi dagli adulti. Entrambi rappresentano la terapia dell’altro attraverso il mutuo soccorso, perché entrambi sono alla ricerca di quel “posto sicuro” nel mondo. Quanti di noi sono alla ricerca di esso? Quanti di noi comprendono che quel posto sicuro non è solo fisico, strutturale, ma è soprattutto morale e occupa la sfera introspettiva di ciascuno di noi?
Il libro è una storia nella storia in quanto i personaggi si accavallano con i protagonisti del romanzo “Moby Dick”, offrendo così al lettore una visione psicologica completa. I protagonisti di ciascun libro, rappresentano una piccola parte di noi lettori che attraverso l’empatia, ci riconosciamo e cerchiamo di imparare da essi; molti i riferimenti al comandante Achab associati a Terence. Similitudini e metafore presenti nella narrazione. 
Il linguaggio utilizzato è assai semplice, ma allo stesso tempo, riesce a suscitare nel lettore delle sensazioni opposte e contraddittorie da pagina a pagina; molto forti le scene iniziali di maltrattamento sul piccolo corpicino di Jamie; troppo reali, sembra quasi che l’autore conosca tali sensazioni.
Cosa manca al libro? Solo un po’ di “classicità” sia a livello linguistico che descrittivo. Io penso che Cristiano possa osare di più, elevarsi ad una scrittura più dettagliata e descrittiva, ne sono certa. Se osasse, allora i suoi romanzi sarebbero da considerarsi dei “classici”.
Lettura consigliata, una sola raccomandazione:  approcciatevi ad essa con l’atteggiamento adatto ad affrontare un argomento così delicato. 
Buona lettura!!!


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