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mercoledì 25 luglio 2018

#spazionuoviautori Recensione del romanzo di Alfonso Pistilli dal titolo " L'ultimo sorriso"


RECENSIONE : l'ULTIMO SORRISO ( POLICROMIA) DI ALFONSO PISTILLI
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L'ultimo sorriso (Policromia) di [Alfonso Pistilli]


SCHEDA TECNICA

Titolo: L'ultimo sorriso
Autore: Alfonso Pistilli
EditorePubGold
Pagine: 243
Pubblicazione: 17 Luglio 2018
Formato: Kindle
Genere: Narrativa contemporanea


Il libro si apre con un discorso diretto, cosa che apprezzo sempre molto perché trovo conferisca un ritmo incalzante alla narrazione. Un buon incipit è fondamentale, si sa. 
È il protagonista del libro, Alessandro, a parlarci in prima persona, introducendoci nel suo mondo. Si presenta con un fare canzonatorio e autoumoristico, che ce lo fa apparire da subito simpatico e ci fa domandare dove voglia andare a parare.
La narrazione si presenta da subito fresca e veloce, con un linguaggio semplice, ma non banale. Sembra quasi di sentire il narratore “parlare”, mentre osserviamo insieme a lui la folta vegetazione di platani orientali e piante grasse che emergono dall’erba appena irrigata, mentre il profumo di un inizio di settembre, portato dalle folate di aria torrida, inebria le narici.
Veniamo subito a sapere che fa il venditore di viaggi, vive con mamma e papà ed è fidanzato con una ragazza di nome Alessandra. Una vita tranquilla, dunque, che viene sconvolta da un fatto atroce: una donna viene trovata morta, a Bari. Si tratta di una escort lituana che Alessandro conosce bene.
“Di colpo le mani si paralizzano, come immerse nell’acqua ghiacciata; la lingua si attorciglia impedendomi di parlare.”
Halina. Una ragazza arriva dall’Est Europa per fare la prostituta in Italia. Una ragazza che Alessandro ha imparato a conoscere, senza mai giudicare. Una ragazza che è diventata sua amica. Una ragazza dai capelli biondo cenere e col viso dai tratti gentili. Un’amicizia nata così: da una parola non detta, ma che entrambi avevano sentito. Un’amicizia nata in una libreria, chiamata “Parole in tazza”, un bell’angolo di mondo dove condividere la passione della lettura, accompagnata da una tazza di tè.
 E ora la morte ha il suo odore, quel profumo che le ha sentito tante volte, il “Green Flowers”. Una fragranza che conosce bene perché è stato lui stesso a regalargliela per il suo ventinovesimo compleanno, meno di due mesi prima.
Cos’hanno — o, meglio, cos’avevano — in comune Halina e Alessandro? Sicuramente un vissuto di cui non andare particolarmente fieri.
Quando la vede lì, distesa, senza vita, si ritrova combattuto. Se, da un lato, l’istinto gli dice di avvicinarsi e stringerla per l’ultima volta, dall’altro il dolore lo tiene incollato alla porta, immobile.
“Suicidio” è la parola che Alessandro sente sussurrare dalla polizia. “Suicidio” è la parola che ripete dentro si sé. E Halina muore dentro di lui una seconda volta. Il suo senso di impotenza e frustrazione si mescola alle lacrime. Rabbia. Perché non è stato in grado di capire. Perché non è stato in grado di aiutare un’amica. E la realtà intorno a lui si inumidisce delle sue stesse lacrime, sfocandosi.
Belle e profonde le riflessioni che interrompono il ritmo di una narrazione frenetica.
“Pensateci su: quante volte parliamo di una società senza valori? Quante volte sentiamo di omicidi, liti, soprusi, malavita, truffe? E qual è la conseguenza diretta di tutto questo, se non la diffidenza? Abbiamo talmente paura di vivere che ci limitiamo a sopravvivere. Io, però, conservo ancora la speranza, il piacere di condividere, il calore di un abbraccio, la voglia di affidarmi e, se state leggendo queste righe senza annoiarvi, anche voi. Coltivatele con la stessa passione di quei nonni dalle mani spaccate e la fronte bruciata dal sole.”
Una narrazione dal ritmo incalzante, resa molto scorrevole e leggera dai dialoghi ritmati. Uno stile innovativo. Uno scrittore che ci parla “a ruota libera”, invitandoci a districare il bandolo della matassa con la sottile ironia che lo contraddistingue.
 Una piacevolissima lettura, adatta a tutti. Amanti del genere e non.
Apprezzatissimo.

Recensione scritta da Gloria Pigino 

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