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martedì 24 luglio 2018

RECENSIONE LIBRO NESSUNO E' INTOCCABILE DI THOMAS MELIS EDITO Butterfly Edizioni

RECENSIONE LIBRO

NESSUNO E' INTOCCABILE DI THOMAS MELIS EDITO Butterfly Edizioni


Nessuno è intoccabile di [Melis, Thomas]
SCHEDA TECNICA 
Amazon.it


Titolo: Nessuno è intoccabile
Autore: Thomas Melis
EditoreButterfly Edizioni
Genere: Gialli  / Thriller
Pubblicazione: 25 Aprile 2018
Formato: Kindle ( kindleunlimited), copertina flessibile 
Pagine : 240
"Prima di lasciarlo per sempre gli aveva sfilato la fede nuziale dall'anulare e l'aveva messa al suo. Non l'avrebbe tolta mai"
“Nessuno è intoccabile” di Thomas Melis è un giallo/ poliziesco che trascina il lettore in una suggestiva Sardegna vittima di faide familiari antichissime. Due famiglie mafiose che si contendono il territorio e lo spaccio di droga lasciando dietro scie di sangue, pianto e dolore. I Degortes e i Corràsi, “printzipales” e padroni di Iliseri che dopo anni di silenzio suggellato da matrimoni combinati, riaprono la faida con una lista affissa sulle porte della Cattedrale dei nomi di quelli  condannati a morte.
E’ un susseguirsi di colpi di scena; una corsa contro il tempo che termina nel  lutto e nel tormento. Troppo sangue, troppa pena; madri che piangono figli, mogli che piangono i mariti.
Cantava con gli occhi semichiusi, scuotendo leggermente la testa al ritmo straziante che infondeva al canto:
Su sole nostru ante leao/cun fosile e traimentu
S’amore meu ante furau/ Deus ascurtè custu lamentu.
Frade meu Zuanne/sa vida sua pretziosa,
s’amore meu cun issu/ duas matessi orrosas.
Atiliu Flores amau/a s’attra parte andende,
frade meu Zuanne/omine dignu e coerente.
Non podente prus torrai/non perdona sa morte,
non podente prus torrai/ s’areu ad’a esse forte”.
Molto forti queste scene di dolore, per chi come me  empatica con i romanzi.
Il libro inoltre è una denuncia alle infiltrazioni mafiose all’interno dello Stato e delle forze dell’ordine; quello stesso Stato che ci dovrebbe proteggere e dovrebbe agire nell’interesse dei cittadini. In tutta questa confusione e in questo scambio di ruoli, il commissario Santini, cerca di riunire i puzzle e di riportare un po’ di ordine in quella splendida terra che rappresenta la Sardegna.
"Ogni volta che quell'infinito lenzuolo blu gli si allungava di fronte, provava la stessa sensazione. la luce delle acque increspate, lo rapiva, si ritrovava a cullarsi al ritmo del loro movimento quieto e ritmico, quasi in trance davanti alla perfezione inviolata dell'ecosistema costiero, alle immagini dei gabbiani che volano a pelo d'acqua e poi risalivano con eleganza nell'azzurro più chiaro del cielo. Poesia, pura poesia".
La capacità comunicativa dell'autore Thomas Mellis è riuscire ad alternare un linguaggio dialettale ( anche scurrile), a descrizioni paesaggistiche di vera poesia che traghettano il lettore in quella splendida terra.
Leggendo il romanzo, la mente, per un attimo, si è ritrovata catapultata nella Sicilia del Commissario Montalbano di Camilleri : le analogie sono varie; 
sia per il genere, sia per la scelta linguistica. Molti dialoghi, infatti, sono dialettali, alcuni comprensibili, altri un po’ meno. Tale scelta linguistica è, a mio dire, l’unica pecca del romanzo; anche se comprendo le motivazioni dell’autore. Ma ho riscontrato delle difficoltà oggettive, e, a volte, per la comprensione di alcune frasi, ho chiesto la consulenza di un’amica sarda.  
Ma il romanzo vale la pena essere letto. L’autore è riuscito a creare la giusta suspense e a farmi scorrere le pagine inesorabilmente, senza rendermi conto dello 
scorrere del tempo. Lettura che ha deliziato le mie giornate in spiaggia, unica compagnia vicina di  ombrellone. E non ha lasciato il tempo alla noia.  
Finale triste, sorprendente e inaspettato che mi ha lasciato un po’"di amaro in bocca"come si suol dire.
"Ogni cosa a suo tempo...[...]
Facile parlare per te! Noi abbiamo perso i nostri uomini per colpa loro; cosa dovremmo aspettare? La morte? Dobbiamo morire per dimenticare?"
E spero in un proseguo della storia, sono convinta, così come il film “La piovra”, che le associazioni mafiose non verranno mai sconfitte, ma resta sempre e comunque qualche tentacolo a muoversi.  E allora sarà il tentacolo dei Degortes o dei Corràsi?

Buona lettura



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