Lettori fissi

mercoledì 3 gennaio 2018

Libri in uscita 3 Gennaio 2018

LIBRI , LIBRI, LIBRI
 
 
 



Un milionario in tribunale di Olivia Spencer


Se esiste un uomo dei sogni, Etienne Blaise Yassif ne possiede tutte le caratteristiche: avvocato, trentacinquenne fascinoso e bellissimo, immensamente ricco, allergico alle relazioni serie ma più che disposto a divertirsi, conquista ogni donna con gli occhi color smeraldo e il fisico scolpito.
Etienne è un incorreggibile playboy, ma la sua vita cambia completamente il giorno in cui conosce Sophie Spalletti, un’aspirante designer di gioielli canadese appena giunta a Parigi. Una sola occhiata al volto angelico e alle curve morbide della ragazza è sufficiente per accendere in lui una passione che non ricorda di aver provato prima. Passione alla quale Sophie, nonostante l’apparente ritrosia, mostra di rispondere con pari intensità.
E proprio quando il lieto fine sembra a portata di mano e le difese di entrambi iniziano a cadere, lasciando spazio all’umanità nascosta dietro la perfezione dei corpi, ombre e segreti riemergono dal passato e minacciano l’esistenza stessa di un amore tanto magnifico da scatenare l’invidia degli dèi.
Riusciranno Etienne e Sophie a superare il dolore che ancora li tiene prigionieri, imparando a perdonare e a vivere in libertà il sentimento che li unisce?

(Romanzo Autoconclusivo)

La luce dei ricordi di Sara Fusco

C’è stato un tempo in cui Hankin era felice. Aveva al suo fianco l’unica persona capace di regalargli serenità anche nei momenti di disperazione, e non desiderava altro dalla vita se non averla con sé per sempre.
Dopo tanto tempo, tante battaglie, tanti cambiamenti, i ricordi non smettono di ossessionarlo insieme alla sofferenza più atroce.
Il cuore di Han è quasi al limite, e il suo amico Andir lo sa. Il loro legame è così forte, così saldo, da permettergli di sentire il dolore di Han con molta più chiarezza del solito. Proprio per questo, gli regalerà un nuovo motivo per cui combattere e andare avanti.
Un regalo che potrebbe renderlo felice per il resto dei suoi giorni, al fianco di amici che, ormai, sono la sua Famiglia.

The Light of Nature series:
1) La Luce del Destino
2) La Luce del Lago
2.5) Un'unione di Luce - novella gratuita
3) La Luce dell'Universo
3.5) La Luce dei Ricordi - novella conclusiva



La scatola delle preghiere di Lisa Wingate

Quando Iola Anne Poole, un’anziana signora dell’isola di Hatteras, muore nel letto della sua abitazione, Tandi Jo Reese viene incaricata di risistemare la casa della defunta che è anche proprietaria del cottage in cui lei abita. In fuga da un matrimonio oppressivo e da un passato tormentato che continua a perseguitare anche il suo presente, Tandi è scappata insieme ai suoi due bambini e ora vive di fronte alla splendida e sontuosa villa vittoriana della signora Poole. Anche se le due donne non si sono mai conosciute, è stata proprio Tandi a ritrovarla, ormai morta, nel suo letto. E da quel momento inizia per lei un viaggio spirituale alla scoperta di quella strana casa, dei segreti che racchiude e, infine, di sé stessa. Il rinvenimento di ottantuno scatole minuziosamente decorate, ognuna delle quali rappresenta un anno della vita di Iola, le svelerà lo straordinario percorso di una donna vissuta nell’ombra: pensieri, desideri, speranze e paure di una personalità complessa, annotati su fortuiti pezzi di carta. E la lezione finale contenuta nell’ultima scatola avrà forse l’effetto di cambiare l’esistenza di Tandi per sempre… Una storia di rinascita e speranza guidata dal potere unico e invincibile dell’amore e della fede.

Electric Dreams di Philip K. Dick


Cupe, profetiche ed estremamente potenti, le storie di questa antologia mettono in luce un maestro al lavoro, dotato di sconfinata immaginazione e di una capacità non comune di comprendere ed esplorare la condizione umana. All’interno i dieci racconti sui quali si basa la serie televisiva Philip K. Dick’s Electric Dreams di Amazon Prime Video: Il fabbricante di cappucci, Il pianeta impossibile, Il pendolare, Vendete e moltiplicatevi, Un pezzo da museo, Umano è, L’impiccato, Autofac, Foster, sei morto e La cosa-padre. La serie, prodotta e ideata da tre nomi cult del mondo del cinema e della televisione – Bryan Cranston, protagonista di Breaking Bad, Ronald D. Moore, produttore di Battlestar Galactica e Outlander, e Michael Dinner, produttore di Grey’s Anatomy –, rende omaggio a uno dei più importanti autori di fantascienza al mondo, capace di segnare l’immaginario collettivo di intere generazioni.





martedì 2 gennaio 2018

Recensione: L' Arte di essere fragili di Alessandro D' Avenia


SCHEDA TECNICA
Titolo: L' arte di essere fragili
Autore: Alessandro D'Avenia
Editore: Mondadori
Pagine: 209
Pubblicazione: 31 Ottobre 2016
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Formato: Kindle; copertina flessibile




"Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?" Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei.
Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l'Islandese...
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza.

La recensione di questo libro è il frutto del "Gruppo di lettura" di cui ne faccio parte.
Il libro "L'arte di essere fragili" di Alessandro D'Avenia" è  stato la lettura del mese  di Dicembre.
Vi propongo ora i singoli commenti dei miei compagni di viaggio e di avventura letteraria diventati per me la mia seconda famiglia iniziando dalla mia recensione.
Grazie a tutti/e ragazzi, siete fantastici!

Manu:
Diciamo che si è trattato di un libro non facile da leggere..
Un libro educativo con tanti spunti di riflessione anche se spesso noioso e logorroico.

Quello che a me è piaciuto di D'Avenia è quello di aver percorso le varie tappe dell'umanità , partendo dall'infanzia,  passando dall'adolescenza fino alla maturità e poi morte, analizzando secondo il pensiero di Leopardi e far giungere al lettore il messaggio positivo di affrontare la vita e le difficoltà con speranza, guardare sempre al di là della siepe e sperare sempre in un destino migliore..
Ma nello stesso tempo di non demordere quando la speranza viene sopraffatta dalla maturità che ci presenta il conto della vita.
Molto bello l'accostamento tra le lettere di Leopardi e le lettere dei suoi alunni.
Quindi passato e presente...

Molto delicato  il passaggio tra l'adolescenza e la maturità.  Tra la speranza e la delusione. Passaggio trattato con molto tatto.
Io spero che riaffiori nei ragazzi l'amore per la letteratura e Leopardi in particolar modo.
Personaggio pessimista che molti prof. di letteratura inducono lo studente ad odiarlo e a sottovalutarlo, a causa del loro poco amore nei confronti del loro mestiere. Ma D' Avenia, o il biondino come a me piace chiamarlo, ci illustra un Leopardi diverso, insolito; un ragazzo pessimista nei confronti della vita a causa delle  varie vicissitudini vissute, ma attraverso i suoi versi ha manifestato l'amore verso quella natura che lo ha fatto tanto soffrire. Sono certa che se tutti avessero un prof come D'Avenia, amerebbero tutti la letteratura e la poesia.

Libro pieno di spunti e riflessioni.
Tante frasi che portano il lettore a fermarsi e a fare un'introspezione personale.
Linguaggio chiaro, lettura fruibile.

"La vita si fa bella e terribile quando lotta per vivere di più. La bellezza nasce dai limiti, sempre. In questo paesaggio, dove la lava nera si staglia contro il purissimo azzurro del cielo ferendolo e la pietra scura assorbe tutta la luce del sole, il profumo evapora con forza, impedendo agli uomini di credere che il deserto avrà l’ultima parola".
Questa lettura è arrivata al momento giusto; mi ha aiutata a fermarmi e riflettere.
Ci sono passi che sembravano scritti per me e mi hanno fatto sentire meglio, come se avessi aperto gli occhi offuscati dalla tristezza e dalla malinconia.

"Siamo fatti per la parola, non per la morte, perché la parola può pronunciare le sillabe che superano la morte: “ti amo”, ovvero “è bello che tu esista”.
Ma due  piccole critiche le devo avanzare: mi ha dato fastidio i passi in cui viene criticato il ruolo dei genitori nell'educazione. E' come se avesse denigrato i genitori solo per esaltare il ruolo dei professori .Sono sempre i genitori a sbagliare e i prof a correggere.
Questo aspetto è stato "antipatico".

 La seconda critica è rivolta  a quelle citazioni che richiamano la religione e la Fede come l'ultima spiaggia di ritrovare se stessi ed essere felici. Accostamento  a mio parere che ha sottratto un pò la magia di tutto il libro e del discorso  Leopardi.
Questi due piccoli particolari, hanno provocato in me qualche sbadiglio di tanto in tanto e tolto una stellina alla mia valutazione.
 Nel complesso n'è valsa la pena e consiglio la lettura a tutti gli adolescenti e a tutti coloro che affrontano un periodo di difficoltà e di fragilità.
"Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti. Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita".

Valutazione :
Oriana:
Personalmente credo che l'idea di D'Avenia sia buona. Mi è piaciuto il "rapporto epistolare" con Leopardi e mi è piaciuto il messaggio positivo che manda, specie ai più giovani. Ho anche gradito molto le citazioni tratte dallo Zibaldone.
Non mi è piaciuto molto invece il piedistallo sul quale l'autore si è arrampicato e dal quale dispensa consigli di vita...
In particolare, c'è un brano dove parla di una ragazza che aveva l'abitudine di tagliarsi e si rivolge a lei usando queste parole:
 " Smettila. Pensa a me tutte le volte che vuoi tagliarti e scrivimi [...] tengo a te e al tuo sangue e non voglio che nemmeno una goccia venga sprecata".
 Bhe... insomma...mi pare un po' il linguaggio di un guru, un santone che si rivolge ai suoi adepti...
È solo un'impressione mia?!
Ribadisco il mio concetto: l'opera in generale è positiva e cerca di spronare i giovani a trovare un senso alla vita e a dare il meglio sempre, a non arrendersi mai...ecc ecc...
Ma in certi punti il libro mi è parso troppo pretenzioso e ripetitivo (ci sono dei passi anche di Leopardi che vengono ripetuti), mentre il linguaggio dell'autore mi è sembrato troppo paternalistico.
Avere la soluzione a tutti i guai del mondo non è così semplice...ahimè....
Credo che il richiamo a Dio e alla fede in generale sia "l'ultima spiaggia" di chi voglia infondere negli altri un ottimismo che forse in un determinato momento non riescono a trovare o il suo vero scopo nello scrivere questo libro, fare proselitismo.
Io credo che si sia voluto un po' "vantare" non tanto delle sue conoscenze letterarie (il che è normale essendo un docente di lettere) ma più che altro delle sue competenze come insegnante di adolescenti. Un prof così! E chi non avrebbe voluto averne uno?
Mi spiace perché l'idea delle lettere a Leopardi è veramente geniale, ma si sa, chi si loda...

 Il libro è pieno di frasi da sottolineare.
"Un bel mix di frasi fatte" direbbe qualcuno.
A me invece moltissime frasi sono piaciute e le ho sottolineate pure. Adoro le citazioni e mi piacciono le frasi significative sulla vita, sui sentimenti....
Se si riuscisse a chiudere un occhio sull'ego gigante di D'Avenia direi che la lettura può essere fatta con serenità perché in fondo tratta temi importanti e delicati, riesce a commuovere e soprattutto riesce a far riscoprire o conoscere veramente un grande poeta quale è stato Giacomo Leopardi.
Sorprendente la similitudine tra i drammi personali di un giovane uomo dell'800 ed un giovane uomo del 21° secolo.

 Sono contenta di averlo letto. Non possiamo essere sempre soddisfatti al 100% di un libro, si sa...ma io l'ho consigliato ad una persona che sta passando un momento difficile. Non so se la lettura gli servirà, però credo che valga la pena passare qualche ora a leggerlo per pensare e trarre qualche spunto di riflessione che il libro inevitabilmente suscita.

Valutazione
 Pier:
 Quello che in questo libro traspare anzi "traspira" è la grande passione di D'Avenia per la letteratura e per il suo insegnamento. E questa passione la si percepisce tutta quando parla in modo accorato e con trasporto di Giacomo Leopardi.
Ad avercelo avuto un professore come lui al liceo!!!
Indubbiamente ho riscoperto un Leopardi sepolto nei ricordi liceali e scoperto dei suoi aspetti non fuori dai soliti cliché.
"L"arte di essere fragili" è il tentativo di D'Avenia di parlare dei giovani e dei loro problemi attraverso il "grimaldello" delle parole di Leopardi e in questo intento secondo me è riuscito solo parzialmente.
Si nota infatti un grande, enorme buco nero...
...sovente, abbandona il punto di vista laico e usa argomenti religiosamente cattolici pretendendo di darci risposte definitive alle domande che da sempre l'uomo si è posto, ossia da dove veniamo e dove andiamo. E questa cosa la fa in modo così ripetitivo e insistito e melenso da farla diventare  una forzatura retorica, un voler dimostrare che lui oltre che "insegnare" letteratura può insegnarci anche la "verità".
Male molto male, caro Alessandro...non si fa così. Alla fine sembra che tu abbia voluto propinare una bella predica sotto mentite spoglie.
E' inutile dirvi che delusione possa essere stata per me la lettura di questo libro che pure non riesco a stroncare nel suo complesso. Tante belle cose dentro ci sono e non sono poche.
Per il futuro spero che Alessandro D'Avenia dopo aver pagato pegno verso la sua fede con questo libro si cimenti con libri più laici e meno intrisi di proselitismo militante.
 Chiudo con una citazione tratta dallo "Zibaldone" di Leopardi che ben compendia il senso del messaggio di questo libro:
"Non bisogna estinguer la passione colla ragione, ma convertir la ragione in passione".
"Zibaldone", 22 ottobre 1820

Valutazione:
Francesco:
Io parto da una citazione dallo stesso libro:
"La parola “rapimento” in latino si usava per descrivere la corrente di un fiume che tutto assume e supera, per arrivare al mare. Senza essere rapiti, non solo non si arriva al mare, ma si scivola nel sonno o si fugge nel sogno".
Ecco, nel libro che ho letto, a mio modestissimo parere, ci sono delle cose certe:
- l'amore spassionato di D'Avenia per Leopardi
- il tentativo spassionato di D'Avenia di scrivere un libro "cordiale", nel senso più commerciale possibile
- il fatto che lui sia stato rapito, ma così tanto rapito, da non avere il tempo di rileggere quanto scritto e rendersi conto di quanto è spudoratamente (spassionatamente) melenso in tante, troppe parti
Fermo restando che Leopardi non si discute, e che il libro è un'ottima fonte di ottime citazioni, sarei tentato di dire che il libro brilla di luce riflessa. Quella di Leopardi, appunto. Perchè quando parla Leopardi tutto fila liscio. Ma forse così sarei capace anch'io di scrivere un gran libro. Selezionando qualche passo dei Vangeli, o qualche brano di Coelho, dico.
Il problema è il resto.
Per almeno metà libro (ma mi sa abbastanza di più) c'è il tentativo, forzatissimo di far dire alle parole di Leopardi tutti i messaggi positivi del mondo, dando a riprova della tesi tutte le mitiche esperienze sue personali di maestro, scrittore, consigliere, zio, dio, ecc.
Diventa così a tratti una sorta di (fastidioso) romanzo autocelebrativo, camuffato dal nobilissimo intento di dare strumenti di autoanalisi, autostima, speranza, ad una fetta di lettori delicata come quella degli adolescenti.
Si salva il merito di tirare in ballo la bellezza del "fragile" pessimismo leopardiano.
Si salva il merito di saper scrivere belle parole per le tante anime in pena che di quelle hanno bisogno.
Non si salva il libro. Dopo la delusione di anni fa di Bianca come il latte, rossa come il sangue, ho dato volentieri una seconda possibilità a D'Avenia di piacermi.
Ma niente... ho scelto il libro sbagliato, o non c'è affinità a prescindere. 
Votazione


Luna:
A me non ha trasmesso positività; non mi è piaciuto il modo in cui si pone come guida.
Lo trovo un po' troppo accentuato, poco umile.. Anche a me ha colpito lo stesso brano della ragazza autolesionista.

Mi è piaciuto invece il rapporto intimo che descrive con Leopardi, l'amore che trasuda per la letteratura e per la poesia.
Ma per il resto purtroppo per me è NO.
Confermo l'idea che già avevo di D'Avenia :uno scrivere germinale, non maturo, in alcuni passi inutilmente tragico o, che forse è peggio, autoreferenziale.
Lo abbraccerei, ma per me, ha ancora tanto da percorrere.

Ma alla fine Io non ho mica capito...
Come può Leopardi salvarCI la vita?!

... Forse dovrei scrivere una letterina a D'Avenia .
 Io ho percepito come lui potrebbe a suo dire salvarmi la vita...
Ma di Leopardi non mi è arrivato

Mi spiego... Chi è fragile, in quel libro, è esortato al confronto e al guardare a chi è più forte per farsi forza..
Valutazione:

 Paola: 
 In primis devo dire che la parte più difficile della lettura è stata riuscire a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda di D’Avenia, purtroppo al liceo mi hanno fatto odiare praticamente Leopardi...quando poi ho cominciato a capire da sola i brani citati è stato tutto molto interessante.
Devo fare i miei complimenti a D’Avenia per due cose innanzitutto: avermi fatto avvicinare a Leopardi facendomi capire tanto su di lui e poi, da insegnante quale sono, avermi fatto riflettere sull’adolescenza in modo profondo.
Ovviamente ci sono parecchi difetti in questo libro: essersi posto un po’ troppo come “ maestro” (ma di scemenze non ne ha scritte a mio parere, tranne attaccare sia i genitori sia gli insegnanti che non riescono ad avere il suo modo di insegnare, non siamo tutti uguali e lui è un estremo in positivo), aver scritto delle frasi di troppo che a volte hanno appesantito la lettura.
Questi i difetti maggiori che ho notato.
 Non sono stata disturbata da qualche affermazione sulla fede...non le ho quasi notate.
Di frasi da rimarcare è pieno, questo libro, ho letto sempre con la matita in mano. Molto bella l’idea dell’epistolario e del descrivere le tre fasi della vita.
 Ho trovato una bella carica di positività e ho ammirato Leopardi per la sua forza e la sua voglia di vivere e di godere delle cose belle malgrado la sua situazione.
Alla fine devo dire che il libro mi è piaciuto, anche se preferisco i romanzi scritti da D’Avenia! 
Gli si possono fare tutte le critiche che volete ma è un grande, un saggio così particolare su Leopardi sfido chiunque a scriverlo.

Valutazione:


Cristina:
A me il libro del mese è piaciuto. Io l’ho letto proprio quando è uscito, su consiglio di un amico innamorato di Leopardi.
Premetto che la prof del quinto anno ci aveva fatto odiare Leopardi e premetto che stavo passando un periodo un po’ buio della mia vita.
Quando l’ho letto mi ha fatto riscoprire un lato di Leopardi che non è il solito ( tristezza, solitudine, pessimismo...). Ho scoperto un Leopardi più al positivo e devo dire che è riuscito a spronarmi a dare il meglio di me, a non arrendermi, a trovare qualcosa per cui abbia senso vivere grazie ai suoi consigli.
Sicuramente non è un libro facile da leggere, soprattutto se non è il momento adatto per leggerlo.
E si, devo ammettere che alcune parti erano un po’ troppo pesanti e ridondanti.


Valutazione:

Martina:
A me questo libro di D'Avenia non è piaciuto molto.. All'inizio la trama e l'argomento mi avevano incuriosito ma mi ha deluso.
 Ho trovato la lettura pesante perché noiosa e in alcuni punti ripetitiva

Non è il primo saggio che leggo e altri saggi li ho trovati coinvolgenti, interessanti non pedanti così come lui ha scritto questo libro.


Valutazione: 


 Jusella:

Il libro di D’Avenia l’ho definito fin dal primo momento “per pochi lettori”. È un libro, per me, che vale la pena leggere, che “dona” molto, dai contenuti profondi e frasi che ispirano riflessioni, dove ci si ritrova e a volte ci si perde e confonde. Non è un romanzo per cui va letto pensando più ad un testo filosofico. È una lettura introspettiva dove il pensiero come analisi della propria interiorità da’ il senso di identità dello stesso scrittore. D’Avenia ha un Alter Ego profondo quasi ad anteporsi al modello educativo genitoriale; sembra quasi un saccente dell’analisi educativa...però nell’insieme è un grande, un luminare della fragilità intesa come forza, della bellezza assoluta, della poesia. Il Leopardi con le sue deformità, malato, sofferente, vulnerabile, eccolo qua sotto un’altra veste completamente opposta ed è qui che la fragilità diventa forza!

Valutazione:


Michele:

Premetto che in questo periodo ho avuto poco tempo e peggio poca concentrazione.
Forse in un periodo migliore avrei avuto un'opinione diversa del libro. Forse.

Il risultato è stato soltanto farmi ulteriormente allontanare da Leopardi.
Io che sono marchigiano e che amo tutto della mia regione vivo male questa lontananza.

Le prediche di D'Avenia mi hanno soltanto dato l'impressione di voler complicare cose semplici aggiungendo frasi fatte.
Voto?
Solo stelle "vaghe" come quelle dell'Orsa.
(Ma, Giacomo,  si possono definire "vaghe" le stelle dell'Orsa che sono le più visibili?

 Io e te non andremo mai d'accordo)

Pasecta:
Ho amato il primo D'Avenia, per intenderci "Bianca come il Latte..." anche se non era il mio genere. Poi l'ho apprezzato con la sua seconda opera: "Cose che nessuno sa", invece con "Ciò che inferno non è" ho capito un po' di cose sul D'Avenia scrittore e sul suo pensiero nonché sul suo pensiero e su quella che è stata la sua formazione.
 Ma con "L'arte di essere fragile" a tratti l'ho odiato.
Troppo pesante... Troppo didattico... Troppo dispersivo... Troppo pretestuoso... Insomma troppo di tutto. Ho apprezzato qualche pensiero sparso qui e là, ma niente di più. Probabilmente avevo riposto troppe speranze anch'io in Giacomo Leopardi. Ho sperato per un attimo che questo libro me l'avrebbe fatto amare e invece non ci é riuscito. Anzi, forse l'opposto, me l'ha reso solo più antipatico.
 Valutazione


Risultati immagini per l'arte di essere fragili

 Come potete vedere le opinioni e le votazioni sono discordanti; quindi che dire? Leggete il libro e aggiungiamo nuove opinioni e recensioni.


RECENSIONE SCRITTA DAL GRUPPO DI LETTURA!

GRAZIE AMICI LETTORI!!!




Giacomo Leopardi



ALLA LUNA 

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno,
 sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia
 a rimirarti:
E tu pendevi allor su
 quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna.
E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore.
Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil,
quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,

Ancor che triste, e che l'affanno duri!


CONSIGLIO LETTURA

DALLA LETTURA ALLA PELLICOLA

domenica 31 dicembre 2017

ULTIME USCITE LIBRI 2017

ULTIME USCITE LIBRI 2017





E' COSI' DIFFICILE MORIRE?
DI FABRIZIO CAVAZZUTI



 
 

Un cimitero al tramonto, una ragazza, un assassino. Ecco i tre classici ingredienti con cui può cominciare un buon horror. Ma c'è un problema: lo scrittore non riesce a buttare giù nemmeno una riga e continua a mangiare compulsivamente caramelle alla liquirizia. La ragazza, a dire il vero, non è molto carina, e il cimitero è più un poetico camposanto di montagna che un luogo sinistro e spettrale come vorrebbe il genere... È il classico espediente dello scrittore senza ispirazione quello che muove le prime pagine di un thriller sanguinoso condotto fino all'ultimo respiro sul doppio registro dell'ironia e della storia nera.




LE COLAZIONI SUL LAGO DI X
 DI TITO MALINVERNO


Tito Maliverno è un poliziotto che, durante quella che avrebbe dovuto essere la sua operazione campale, ha scoperto un intrallazzo tra Stato e Antistato, assistendo a un incontro a cui non avrebbe mai dovuto assistere. Per Maliverno inizia così un periodo di fuga: le informazioni che ha ricavato in quell'incontro potrebbero mettere nei guai molte persone di spicco e sa che queste saranno disposte a qualsiasi cosa pur di farlo tacere. Dopo mesi di fuga e di vita da vagabondo, impazzito, Malinverno decide di fermarsi, assicurando se stesso e la sua salvezza a un uomo che aveva fatto arrestare in passato ma con cui poi si è creato un legame d'amicizia. Ogni giorno, due volte al giorno, Maliverno dovrà inviargli un messaggio per fargli sapere se sta bene. Se quel messaggio non arriva, l'uomo è autorizzato a rivelare tutto quello che l'ex poliziotto ha scoperto. Passa un po' di tempo senza che succeda nulla. Finché un giorno Massimo Morganti, un altro ex poliziotto desideroso di scoprire quanto appreso da Maliverno, si mette sulle sue tracce...


QUELLA MATTINA DI LUGLIO
DI CORRADO AUGIAS

 Roma, 19 luglio 1943. La routine quotidiana di Flaminio Prati, commissario del quartiere San Lorenzo, inizia con la segnalazione di un delitto avvenuto in un anonimo appartamentino del rione. Ma mentre Prati indaga sull'omicidio di una giovane donna, tutto intorno cadono le bombe degli Alleati e i morti si contano a migliaia. E il commissario, uomo rispettoso del potere, inizia ad aprire gli occhi su una nuova realtà. Di fronte ai fatti inequivocabili di cui viene a conoscenza, è costretto a modificare i suoi valori. E soprattutto si pone nuovi interrogativi: che senso ha, in questo stato allo sbando, senza guida e senza futuro, riuscire a consegnare alla giustizia il colpevole di una singola morte, mentre gli assassini sono ovunque?


ANIME MUTE DI ANDREA GEROSA

"Anime mute" sono quelle delle giovani vite sradicate dall'innocenza dell'età; quelle dei profughi in fuga dalla guerra e dalla miseria, che l'avidità degli uomini trasforma in un'occasione di guadagno. È sulle storie sventurate di chi ha perso tutto che s'innescano le nuove indagini dell'ispettore Luca Veloso, che addentrandosi negli intrighi e nel malaffare legato al fenomeno dell'immigrazione porterà alla luce personaggi abietti e senza scrupoli. Verona, con il suo scenario ricco di storia, arte e architettura, torna a essere protagonista, delineando il perimetro di una vicenda che vedrà impegnate le forze dell'ordine nella lotta contro i crimini più cruenti e spregevoli. Sarà un vecchio nemico quello che l'ispettore troverà sulla sua strada, in un percorso che arriverà a rievocare l'inferno dantesco, all'interno di una ragnatela di cunicoli sotterranei. Troveranno quelle "Anime mute" qualcuno in grado di ridare loro una voce di speranza? E Luca scriverà la parola "fine" al duello che lo accompagna da sempre?


UNA MANO ALLA POLIZIA
 DI ALESSANDRO ALONI

Due romanzi brevi del commissario Caruso. Una mano alla polizia. Un braccio in un sacco della spazzatura, una testa recapitata per posta, un piede in un cassonetto della Caritas, una mano... Sembra la trama di un film horror, ma stiamo parlando della provincia di Como e del commissario di polizia Nené Caruso. Un racconto sarcastico, che declina in giallo i toni della commedia all'italiana, con personaggi che si aggirano tra capannoni diroccati e villette immerse nel verde a pochi minuti da Milano, tutti impegnati a nascondere qualcosa. Perché la verità, alla fine, è come il caso. Non esiste. Bambole. Se cercate pugni, pupe e pistole nei racconti del Commissario Caruso vi state sbagliando di grosso. Nené rifugge qualsiasi azione che vada oltre la cottura di una pizza surgelata. Eppure, quando il destino bussa alla sua porta, persino lui, autentica pantera da scrivania, può diventare un eroe. Assediato da una banda di strani "bikers", immobilizzato da una gamba ingessata, in balia di se stesso e di una casa che sembra avere tutta l'intenzione di farlo fuori, il commissario scoprirà la storia dimenticata di un incredibile esperimento. Una storia di bambole.


LA STRATEGIA DELLE OMBRE ALESSANDRO FALZANI


L'ultimo capitolo di Codex Secolarium Saga.
Dopo gli ultimi accadimenti, Ettore e Cormoran tornano alle loro abituali mansioni di agenti CIA, mentre l'occhio vigile della direzione generale dell'agenzia grava su di loro per via degli eventi pregressi.
Ma una serie di nuovi e misteriosi indizi cattura l'attenzione di Ettore in particolare, che non ha mai dimenticato il suo fidato amico e collega, Luca Blasi. Egli è deciso in tutto e per tutto a riportarlo a casa.
Inizia un'incessante ricerca che vedrà coinvolti i due agenti della CIA; seguendo gli indizi disseminati da Luca, apparentemente insensati, riusciranno a rintracciarlo ma ciò che Ettore si troverà di fronte è assolutamente incredibile e inatteso.
Una strategia occultata da anni.
Un segreto da custodire gelosamente.
Una verità riservata a un solo eletto.
Questa è la legge del Codex, e non ammette sconti.



GLI ULTIMI FUOCHI
DI FRANCIS FITZGERALD

 Gli ultimi fuochi è il lascito di un romanzo incompiuto che Francis Scott Fitzgerald non terminò a causa di un attacco cardiaco, e che possiede tutte le caratteristiche del capolavoro letterario. L'autore vi lavorò quando la sua stella era declinata e aveva cercato, senza successo, di far carriera nel mondo hollywoodiano come sceneggiatore. La sua esperienza trova eco nell'opera che solleva il sipario sul retroscena del mondo della produzione cinematografica: Fitzgerald coglie la cupidigia degli azionisti e dei direttori amministrativi, il servilismo dei dipendenti, l'esibizionismo delle star e la facilità con cui si entra e si esce dalla scena, per essere abbandonati lontani dai riflettori. Si contano innumerevoli appunti e commenti dell'autore, intenzionato dunque a scrivere un romanzo curato nei minimi dettagli e quanto più fedele al mondo reale. Nulla, invece, è stato ritrovato sull'epilogo e l'incompiuto lascia sempre spazio all'immaginazione del lettore e a tutte le possibili alternative.



LIBERAZIONE DI ANDREA PIETRANGELI

 Cosa vedremmo se osservassimo il nostro mondo con gli occhi degli animali che ci circondano? Il protagonista è un cane, Constantine, ma il suo corpo nasconde l'anima del Re del Mondo, l'antico imperatore che da sempre detta le leggi terrene. Questa volta il Sovrano è pronto a qualunque avventura pur di liberarsi da ataviche catene e liberare così anche tutto il suo mondo. Cosa meglio di una vita vissuta da animale per ricontattare una coscienza di gruppo e guarire antiche ferite mai curate? Con questo libro l'autore conclude la trilogia narrativa dedicata al viaggio di esplorazione interiore, attraverso un racconto simbolico e immediato che, rendendo omaggio agli animali, li rende portavoce di un messaggio semplice e naturale, il messaggio della vita: essere se stessi nel bene e nel male.
 

L'IMPERO DELLE OMBRE DI VIRGINIA V.


 È l’ottobre del 2014. Dopo un lungo e travagliato viaggio la psichiatra forense Shelby Mclaughlin ottiene di poter incontrare la famosa rockstar Eric West, impegnata in un tour mondiale con la sua band. È una visita inaspettata per West, tutt’altro che gradita quando la dottoressa fa un chiaro riferimento agli anni della prima gioventù che Eric è riuscito fino a quel momento a nascondere al mondo.
Il suo oscuro passato lo lega al Lyndhurst Hospital, un tempo istituto per disabili fisici convertito poi in manicomio e definitivamente chiuso nei primi anni 2000, e alla misteriosa Ellen Reynolds, la stessa ragazza che ha coinvolto la dottoressa Mclaughlin nella ricerca dell’uomo e che vuole riportarlo alla torrida estate del 1986.



LA TERZA META' DEL CUORE
DI EMANUELE CISLAGHI

 Lui è un uomo sulla quarantina, molto riservato e introspettivo. Vive nel ricordo della moglie, che ha perso tragicamente in un incidente stradale. Nel tentativo di dare un senso alla propria vita intraprende un percorso dal grande spessore etico, la donazione di midollo osseo. Lei è una donna forte, riflessiva. La vita l'ha costretta a fare scelte difficili, ad allontanarsi dalla sua famiglia di origine e a crescere un figlio da sola. Insieme hanno condiviso il periodo della scuola, dell'adolescenza. Sullo sfondo di una realtà lievemente distopica due solitudini si ritrovano, si desiderano, vorrebbero scrivere una storia d'amore, ma il destino ha deciso per loro una strada diversa, forse l'unica possibile.
 

IL TEMPO BRUCIA LE TAPPE
DI MASSIMO FAGARAZZI

 Vicenza, 1991. Poggio Baruffi suona in una band, indossa una camicia da boscaiolo e urla invettive contro l'ipocrisia del benessere. Attorno a lui il mondo sta cambiando in maniera profonda, bruciando le tappe a una velocità mai affrontata prima. La globalizzazione sta per soffocare il rumore del sottosuolo. Nascosti nella clandestinità pochi pionieri lottano per manifestare il proprio ingegno. Una piccola realtà come Vicenza diventa lo specchio di un tramonto malinconico e sublime: l'ultima stagione dell'underground musicale prima dell'avvento delle nuove tecnologie."Il tempo brucia le tappe" racconta la scena vicentina degli anni novanta attraverso la storia delle band che ne hanno fatto parte, approfondendo la ricerca con recensioni di demotape, reportage di concerti e testimonianze appassionate, ma anche una riflessione sulla giovinezza, sull'amicizia e sull'energia dei vent'anni, intesi come periodo formativo di ogni singolo individuo.


LEGAMI INVISIBILI DI ANGELA COSCIA


Ognuno di noi se porge attenzione alla voce che dentro riecheggia, si accorge di vivere di legami che non sono visibili agli occhi, spiegabili attraverso parole, ma che ci consentono di vivere e camminare e sognare, sicuri. Sono legami non cercati, da affinità di cuore, inspiegabili, nutriti dalla diversità più che dalle somiglianze. Legami eterni, fuori dal tempo e dalla memoria, che lo scopo di arricchire la vita, renderla eterna, nutrire il coraggio dell'anima, generare ulteriori legami, in uno scambio continuo di intime risonanze. L'amicizia fra Jacopo e Tulin, nasce nella più estrema delle diversità, nell'apparente impossibilità di condivisione o accettazione, poiché frustrata dal pregiudizio, da inutili fantasie, da una cecità mentale e culturale. Eppure nasce, cresce, arricchisce, svela, abbatte le barriere, nel segreto di un dialogo fra mondi reciprocamente sconosciuti, libera. È come affrontare un viaggio in cui ci si può dare la libertà di abbandonare il pregiudizio razionale, e dare spazio alle vie delle emozioni, guardando con occhi nuovi e meravigliati al nostro essere parte di un'infinita reti di "legami invisibili" ma di cui in nessun modo potremmo fare a meno.



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Recensione del romanzo "Zane: Black Panthers' MC: il Charter di Newtok" di Adina D. Grey

Zane: Black Panthers' MC: il Charter di Newtok  di Adina D. Grey Scheda tecnica Titolo : Zane Autore:   Adina D. Grey  Pagine : 423 Pub...