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martedì 29 gennaio 2019

Recensione libro "Cuore sordo" di Barbara Ghinelli, edito Argento Vivo Edizioni, Amazon

Recensione libro

Cuore sordo di Barbara Ghinelli
Argento Vivo Edizioni
Amazon


Scheda tecnica
Titolo: Cuore sordo
Autore: Barbara Ghinelli
EditoreArgento Vivo Edizioni
Pagine: 333
Genere: Thriller
Formato: Copertina flessibile
Roma, 2009. Vengono ritrovate delle ossa disposte in modo da formare il simbolo della vittoria. Katy Walsh, Lucia Costa e la loro squadra indagano su questo caso. Auschwitz, 1943. La voce di una piccola ebrea in un campo di concentramento narra la storia di un amore impossibile tra la sorella e un ufficiale nazista. Come si collega tutto questo con il sogno di una bambina di ballare all'Opera di Parigi? I personaggi sono davvero chi dicono di essere? La storia è un invito a non cedere, perché la speranza di donare colore a ogni cuore sordo non svanisca mai.


The debt all men pay

Su questa frase ruota l'intero romanzo di Barbara Ghinelli.
Non è facile recensire il libro Cuore Sordo, per la sua complessità emotiva. Il romanzo è un thriller psicologico che coinvolge il lettore e la sua psiche fino all’ultima pagina, lasciandolo in sospeso su una fune come se fosse un funambulo che rischia di perdere l’equilibrio e cadere, facendosi molto male. In questo romanzo l’autrice mette in gioco la psicologia e la vita personale di tutti i personaggi “imbevuti” da dolore, rabbia, sofferenza e vendetta.  I personaggi sono tanti, così come le ambientazioni, periodi storici e luoghi; è facile perdere il filo del discorso, inizialmente, ma pian piano, questo lungo filo di Arianna, inizia a districarsi e a giungere ad un solo punto.
La storia inizia nel lontano 1943, all’interno dell’inferno di Auschwitz, in cui una giovane ebrea si innamora di un soldato nazista assassino e da cui nasce una splendida bambina dal nome Speranza; per i due ovviamente non c’è futuro e la bambina viene "affidata" alla zia di soli 15 anni che per salvarla da morte certa, l’avvolge nel suo pigiama, scrive una lettera e la lascia al di là del filo spinato, affinchè qualche famiglia la trovi e se ne prende cura.
“Avvolsi Speranza nel mio pigiama a righe e la abbandonai sotto la recensione. Bagnandole la fronte con le mie lacrime inesistenti, ma sentite. I suoi pianti da neonata avrebbero richiamato la sua nuova famiglia…”
Una storia intrisa di odio e di sangue; una storia che rende il cuore dell’uomo sordo al dolore e cieco alla vita, portandolo a commettere atti deplorevoli e condannare a morte, coloro che scaturiscono dalla scia di sangue. Speranza viene ritrovata; cresce sotto un falso nome, ignara della sua vera identità ed inconsapevole del sangue assassino che circola nelle sue vene. Giungiamo ai giorni nostri nel 2009 con il ritrovamento di un messaggio in bottiglia con dei codici da decifrare e il ritrovamento di un cadavere ( a cui se ne susseguieranno altri) di un corpo femminile ( o ciò che ne resta), le cui membra sono sistemate in modo tale da comporre il segno di vittoria. Ma vittoria da cosa e da chi?
“Ossa senza volti. Senza più lacrime né sorrisi. Ossa come unica fragile testimonianza di una vita intera, vita all’insegna della verità, della memoria. Vita fatta di sacrifici e di inquietudine…”
Il commissario Katy Walsh e la sua squadra indagano… si tratterrà di serial killer o solo un caso fortuito? I personaggi son veramente ciò che dicono di essere o sono false identità?
“Questo significa che l’omicida ha iniziato ad agire due anni fa… chi ci dice che non ci siano altre sue vittime da qualche parte?”
Un romanzo che si articola in varie vicende attraverso salti temporali frequenti e attraverso l’analisi psicologica dei vari protagonisti a partire dal commissario Katy, che trascinano il lettore a domandarsi cosa può spingere l’uomo a superare quella soglia tra il bene e il male, che lo condurrà ad una strada senza ritorno e come agire affinchè quella soglia non venga superata.  
Nulla è come sembra e nessuno né escluso.
Il romanzo è ben scritto; linguaggio accurato e complesso; informazioni tecniche precise sul sistema di decriptazione  per la comprensione del testo cifrato lasciato dall’assassino. Fonti storiche attendibili; dialoghi ricchi ma non eccessivi ed impertinenti; suspence fino all’ultima pagina e finale sorprendente e non scontato; son pochi i thriller che riescono a tener alta la tensione e l’imprevedibilità fino alla fine.

Complimenti all’autrice, non è facile scrivere una storia non scontata ed imprevedibile  quando tratta di un periodo storico “vergogna” dell’umanità.






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