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lunedì 7 maggio 2018

Spazio nuovi autori. Recensione del romanzo "Domina Dea - il disincanto" di Rodesia Vichi



SCHEDA TECNICA

 
Titolo: Domina Dea : Il disincanto
Autore: Rodesia Vichi
Pagine: 149
Pubblicazione: 19 Febbario 2018
Genere: Letteratura erotica
Formato : Kindle
 
Valutazione
Una storia colore rosso acceso.
Rosso come l’erotismo, la passione, la rabbia.
Rosso come il cuore che pulsa.
Rosso come il sangue.
Dalila è appena tornata da un lungo viaggio che l’ha trasformata profondamente.
In seguito all’incontro fortuito con Fausto – cliente masochista della sua amica Samantha, escort e mistress d’alto bordo – Dalila entra in contatto con la misteriosa Sofia, una seducente pittrice che vive in una splendida dimora e che vede in lei la sua musa ispiratrice.
Chi è Sofia? E chi sono Laurent e Manuel, i due uomini che abitano con lei?
La curiosità di scoprirlo induce Dalila a frequentare con assiduità quella casa immersa nel verde e nei fiori, dando inizio a una storia in cui la sua vita e quella di Sofia s’intrecciano alla vita di Fausto e Samantha, del suo ex Damiano, del pianista Laurent e di Manuel, il giovane androgino, ognuno a suo modo alla ricerca del piacere e della felicità, con appresso il personale fardello di paure, insicurezze, paranoie.
Penso che il genere erotico sia uno dei più difficili da trattare, basta poco per rovinare un'atmosfera o rendere tutto un banale resoconto di "questo fa quello".
Rodesia Vichi con il suo Domina Dea parte in salita, chiede fiducia e pazienza e ripaga le attese.
Libro scorrevole, piacevole e coinvolgente con accenni vaghi qua e la al mondo BDSM, fatti sempre con estrema precisione e senza forzature.
"L'immagine è un misto di sacro e profano, come l'espressione del volto che rievoca tanto l'estasi orgasmica quanto il raccoglimento della preghiera. Malizioso e perforante, il corpo poggia su un qualche cosa di forma imprecisa e sfumata, che racchiude in sé i colori dell'ombra e dell'alba, del fuoco e dell'acqua. Sembra essenza stessa della materia".
La scrittura dell'autrice entra in profondità e descrive il sesso con emozione senza essere mai volgare né morbosa. Pecca il finale, forzato, ma se si legge questo genere per appassionarsi non si chiede un realismo meticoloso ma di entrare in intimità con i personaggi e questo riesce benissimo. Un libro che consiglio a tutti coloro che pensano, come Dalila, che il godimento sia una questione di testa e la lentezza dell'atto una rinuncia temporanea in vista di un godimento più grande.
" E' la testa il comandante del piacere, non il sesso. E Dalila deve rendersene conto perché ancora non lo sa".
Buona lettura!
 
 
Recensione scritta da TheLadyC


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