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giovedì 17 maggio 2018

Recensione: La schiava bambina di Diaryatou


La schiava bambina (Bestseller Vol. 76) di [Diaryatou, Bah]

SCHEDA TECNICA

Titolo: La schiava bambina
Autore: Diaryatou
Editore: Piemme
Pagine: 220
Pubblicazione: 7 Ottobre 2010
Formato: Kindle, cartaceo

Valutazione 
Ho letto molti libri che parlano di storie vera: donne maltrattate dai mariti, maltrattate in nome della religione o dell’ignoranza o della cultura dei vari popoli a cui appartengono. Tutte queste storie hanno una matrice in comune e tutte e quante bene o male mi hanno fatto riflettere sulla condizione della donna che ancora oggi non è cambiata di molto. Di tutte queste storie però, quest’ultima di cui vi sto per parlare è una di quelle che mi ha colpito di più… e se vi starete chiedendo il perché, vi darò subito la risposta. Mi ha colpito perché anche se la storia inizia in Africa, in Guinea, paese di origine della giovane protagonista, in realtà la storia si dilunga nella nostra Europa… più precisamente in Olanda e in seguito in Francia.
Mi ha fatto riflettere e pensare il fatto che nella nostra stessa Europa, nelle stesse strade in cui molte di noi camminano tutti i giorni, alcune donne che incrociamo senza neanche notarle magari stanno soffrendo e vivendo le brutalità di cui Diaryatou con questa suo libro sulla sua vita ha voluto farci partecipi.

In questo monolocale umido, di quindici metri quadrati, ho freddo. Mio marito è partito per l’Africa lasciandomi cento euro. Mi devono bastare per i due mesi che lui sarà lontano, ha detto. Ci compro latte e pane e mi nutro di pane inzuppato nel latte diverse volte al giorno. Non mi lavo più. Che senso ha lavarsi? Non vedo più una buona ragione per vestirmi, e comunque, non ho vestiti. Quello che ho addosso è praticamente l’unico che possiedo. Il mio cuore batte, ma io non mi sento più nel mio corpo. Anche i lividi non mi fanno più male. Non sento più nulla...” 
(estratto del prologo)

Il libro inizia con il racconto di Diaryatou da piccola, quando vive assieme alla nonna in un villaggio in campagna molto povero, lontano dalla madre e dal resto della famiglia paterna che invece vive in città. La vita di questa bambina cambia radicalmente nel momento in cui muore la nonna e lei viene costretta a trasferirsi in città dalla madre e dalla famiglia paterna composta da altre mogli e da altri bambini e ragazzi che approfittato di lei trattandola come una povera ragazza ignorante perché vissuta da sempre lontano dalla città.
La vita di Diaryatou infine ha una svolta quando nella sua vita irrompe suo marito, uomo più vecchio di lei di molti anni che abita in Olanda e che fa credere a suo padre di essere un uomo onesto e senza famiglia.
“E l’idea che presto sarò una donna sposata al servizio di un uomo, mi fa stare sulle spine. Ma ciò che mi dico mi rassicura: sposerò un uomo dell’età di mio padre, certo, ma se ha voluto una piccola di quattordici anni con sé in Olanda, è perché ha intenzione di dare il meglio che un uomo possa offrire alla sposa.”
 Il matrimonio viene celebrato senza il marito, ma con lo zio di quest’ultimo, e la nostra giovane protagonista parte per l’Europa, più precisamente l’Olanda verso una vita completamente diversa da quella che lei ha sempre vissuto. Non appena giunta in Europa, però la sua vita si trasforma in un calvario, perché oltre a scoprire la doppia vita del marito, incomincia anche ad essere maltrattata e sottomessa a quest’ultimo in tutto e per tutto fino a perdere nel corso degli anni, anche tre figli.
“Sono sorridente, una vera padrona di casa appagata. Ma nella nostra vita a due, nessun istante è vero, tutto è una menzogna. Mio marito è una menzogna vivente.”
Diaryatou attraverso queste pagine ci narra appunto prima la sua vita in Olanda e in seguito in Francia dove alla fine trova il coraggio di lasciare il marito e incominciare una nuova vita.
 Consiglio la lettura di questo libro, in primo luogo perché è una storia vera e come tutte le storie vere, hanno sempre qualcosa da insegnarci e poi perché come ho scritto all’inizio è una storia che ti da molto da riflettere perché potrebbe riguardare qualsiasi donna che abita come noi in questa parte di mondo.

Quindi che dire… BUONA LETTURA A TUTTE!!!


RECENSIONE DI VALENTINA FONTAN 

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